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	<title>Commenti a: padre Camillo Torres</title>
	<link>http://www.donvitaliano.it/?p=49</link>
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	<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 12:56:52 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Irina Fox</title>
		<link>http://www.donvitaliano.it/?p=49#comment-54002</link>
		<dc:creator>Irina Fox</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2009 02:06:23 +0000</pubDate>
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		<description>mi pongo costantemente la domanda come conciliare la vita della fede con quella della società civile, con l'etica dello stato. Iddio immolò suo Figlio, il Figlio dell'uomo. Lo stato, laico o meno ma sempre, stato, deve darsi delle regole e deve farle rispettare. Credo che tra le due realtà ci sia differenza. Come conciliare l'una con l'altra? Per cortesia, qualcuno me lo sa indicare? comprendo che la vita della chiesa si trova in mezzo a queste due realtà difficili da conciliare, dal perdonismo alla fecondazione della vita civile con lo spirito del vangelo.Sono conciliabili queste due facce della medaglia, soprattutto le ingiustizie, le ineguaglianze che si creano per il deterioramento della vita civile a discapito degli ultimi solitamente, come deve affrontarli un cristiano nella vita civile, come deve affrontarli la chiesa definita dal Card. Martini una realtà necessaria da non confondere con Dio? Vi prego, qualcuno me lo spieghi poiché il comportamento di un cristiano nella vita è molto difficile dovendo conciliare il perdono con la applicazione di norme nella società civile. Il perdono è la vita dello spirito, la società civile deve essere giusta, non può applicare il perdono poiché renderebbe invivibile la società. QWualcun mi dica come conciliare le due cose. E' dai tempi della Populorum Pregressio che vado sbarellando su questa realtà dalla duplice faccia. Vi prego, qualcun m'aiuti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi pongo costantemente la domanda come conciliare la vita della fede con quella della società civile, con l&#8217;etica dello stato. Iddio immolò suo Figlio, il Figlio dell&#8217;uomo. Lo stato, laico o meno ma sempre, stato, deve darsi delle regole e deve farle rispettare. Credo che tra le due realtà ci sia differenza. Come conciliare l&#8217;una con l&#8217;altra? Per cortesia, qualcuno me lo sa indicare? comprendo che la vita della chiesa si trova in mezzo a queste due realtà difficili da conciliare, dal perdonismo alla fecondazione della vita civile con lo spirito del vangelo.Sono conciliabili queste due facce della medaglia, soprattutto le ingiustizie, le ineguaglianze che si creano per il deterioramento della vita civile a discapito degli ultimi solitamente, come deve affrontarli un cristiano nella vita civile, come deve affrontarli la chiesa definita dal Card. Martini una realtà necessaria da non confondere con Dio? Vi prego, qualcuno me lo spieghi poiché il comportamento di un cristiano nella vita è molto difficile dovendo conciliare il perdono con la applicazione di norme nella società civile. Il perdono è la vita dello spirito, la società civile deve essere giusta, non può applicare il perdono poiché renderebbe invivibile la società. QWualcun mi dica come conciliare le due cose. E&#8217; dai tempi della Populorum Pregressio che vado sbarellando su questa realtà dalla duplice faccia. Vi prego, qualcun m&#8217;aiuti.</p>
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		<title>Di: demetra</title>
		<link>http://www.donvitaliano.it/?p=49#comment-53898</link>
		<dc:creator>demetra</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2009 06:08:59 +0000</pubDate>
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		<description>per vagliare l'intelligenza</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>per vagliare l&#8217;intelligenza</p>
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		<title>Di: Irina Fox</title>
		<link>http://www.donvitaliano.it/?p=49#comment-53764</link>
		<dc:creator>Irina Fox</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2009 10:39:23 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.donvitaliano.it/?p=49#comment-53764</guid>
		<description>la situazione determinatasi nel mondo intero, soprattutto per quello occidentale, per mezzo della pratica del consumismo, è molto pericolosa per l'accaparramento con qualsiasi mezzo, lecito e illecito, delle risorse destinate a tutti da parte di pochi. Ci troviamo nella situazione colombiana e non solo di padre Torres. Ci sono governanti interessati a porre delle regole per normalizzaqre la situazione? No. La stessa chiesa, ben diversa dalla chiesa comunità dei cristiani, non ha interesse ad essere la chiesa di Cristo e ciò, da sempre, per vergognosa connivenza tanto che l'abitante stesso di Piazza San Pietro, oltre ad affacciarsi dalla sua piccionaia e mai cacciare mercanti e cambiavalute dal tempio, si associa ad essi tanto da celebrare il suo genetliaco nella tana di satana che per petrolieri ed armieri ha portato il mondo al punto in cui siamo. Ci troviamo quindi in condizioni ancor peggiori di quelle del santo Camilo e, potrà esserlo, per mano della chiesa di satana se a questa in futuro potrà essere conveniente additarlo alle masse dei credenti. Vergogna. C' è un altro modo se non quello di Camilo e degli altri eroi del suo tempo? Non credo. Io, Cavaliere dell'Ordine Pontificio di S. Gregorio Magno per mano di colui che emanò la Populorun Progressio, anch'egli prigioniero della chiesa delle convenzioni e degli interessi che "c'azzecca con Cristo" per dirla alla Di Pietro?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la situazione determinatasi nel mondo intero, soprattutto per quello occidentale, per mezzo della pratica del consumismo, è molto pericolosa per l&#8217;accaparramento con qualsiasi mezzo, lecito e illecito, delle risorse destinate a tutti da parte di pochi. Ci troviamo nella situazione colombiana e non solo di padre Torres. Ci sono governanti interessati a porre delle regole per normalizzaqre la situazione? No. La stessa chiesa, ben diversa dalla chiesa comunità dei cristiani, non ha interesse ad essere la chiesa di Cristo e ciò, da sempre, per vergognosa connivenza tanto che l&#8217;abitante stesso di Piazza San Pietro, oltre ad affacciarsi dalla sua piccionaia e mai cacciare mercanti e cambiavalute dal tempio, si associa ad essi tanto da celebrare il suo genetliaco nella tana di satana che per petrolieri ed armieri ha portato il mondo al punto in cui siamo. Ci troviamo quindi in condizioni ancor peggiori di quelle del santo Camilo e, potrà esserlo, per mano della chiesa di satana se a questa in futuro potrà essere conveniente additarlo alle masse dei credenti. Vergogna. C&#8217; è un altro modo se non quello di Camilo e degli altri eroi del suo tempo? Non credo. Io, Cavaliere dell&#8217;Ordine Pontificio di S. Gregorio Magno per mano di colui che emanò la Populorun Progressio, anch&#8217;egli prigioniero della chiesa delle convenzioni e degli interessi che &#8220;c&#8217;azzecca con Cristo&#8221; per dirla alla Di Pietro?</p>
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		<title>Di: dna</title>
		<link>http://www.donvitaliano.it/?p=49#comment-51979</link>
		<dc:creator>dna</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 16:12:12 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.donvitaliano.it/?p=49#comment-51979</guid>
		<description>conosco abbastanza bene la storia di Camilo. Il testo di Barros omette che era anche cappellano dell'UNiversità statale di Bogotà.oggi , ahimè, il mito di Camilo rimane un esempio per le frange studentesche delle FARC,  il gruppo di narcotrafficanti colombinai che solo a parole si ispira a Bolivar e al marxismo. nei fatti sono narcoterroristi. 
è interessante sapere che Gustavo Gutierrez, il fondatore della Teologia della Liberazione, conobbe Camilo a Lovanio, dove entrambi hanno studiato.
Oggi sappiamo che allora la revolucion in COlombia aveva un senso dufferente da quello che ha adesso. ora rimane ben poco di pulito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>conosco abbastanza bene la storia di Camilo. Il testo di Barros omette che era anche cappellano dell&#8217;UNiversità statale di Bogotà.oggi , ahimè, il mito di Camilo rimane un esempio per le frange studentesche delle FARC,  il gruppo di narcotrafficanti colombinai che solo a parole si ispira a Bolivar e al marxismo. nei fatti sono narcoterroristi.<br />
è interessante sapere che Gustavo Gutierrez, il fondatore della Teologia della Liberazione, conobbe Camilo a Lovanio, dove entrambi hanno studiato.<br />
Oggi sappiamo che allora la revolucion in COlombia aveva un senso dufferente da quello che ha adesso. ora rimane ben poco di pulito.</p>
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		<title>Di: odo</title>
		<link>http://www.donvitaliano.it/?p=49#comment-20266</link>
		<dc:creator>odo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2007 01:16:21 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.donvitaliano.it/?p=49#comment-20266</guid>
		<description>nella storia del popolo di Dio ci sono eroi e popoli che uccidevano- noi siamo figli di Cristo che ha insegnato diversamente- ma ogni comportamento dipende dal modo con il quale si risponde a una situazione : non giudichiamo . Mi ha colpito un discorso di Don Mazzolari dove dice, credo, :io voglio credere che alla fine anche giuda sarà perdonato e che tutti saranno perdonati- D'altra parte anche nella Bibbia si legge che Dio , per preghiera o per amore, cambia idea : credo che pregare perchè cambi idea sia il futuro della Chiesa-</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>nella storia del popolo di Dio ci sono eroi e popoli che uccidevano- noi siamo figli di Cristo che ha insegnato diversamente- ma ogni comportamento dipende dal modo con il quale si risponde a una situazione : non giudichiamo . Mi ha colpito un discorso di Don Mazzolari dove dice, credo, :io voglio credere che alla fine anche giuda sarà perdonato e che tutti saranno perdonati- D&#8217;altra parte anche nella Bibbia si legge che Dio , per preghiera o per amore, cambia idea : credo che pregare perchè cambi idea sia il futuro della Chiesa-</p>
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		<title>Di: Claudio</title>
		<link>http://www.donvitaliano.it/?p=49#comment-19308</link>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 20:20:13 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.donvitaliano.it/?p=49#comment-19308</guid>
		<description>Alcuni anni fa è morto in Brasile un missionario comboniano: p, Angelo la Salandra, nato nel 1919 a Biccari (FG), sacerdore per 58 anni. Sognava di andare in Africa, come Daniele Comboni. Invece fu destinato all'Amazzonia prima, e poi a Sao Paulo. Si dedicò soprattutto al servizio dei carcerati e&#160;dei disperati denutriti che emigravano in città in cerca di fortuna. Era sempre in cammino, vero &#34;prete della strada&#34;, giorno e notte, affrontando molti pericoli. A chi gli consigliava prudenza, rispondeva: &#60;&#60;Io porto sempre&#160;con me un mitra carico: 50 colpi!&#62;&#62; E mostrava la corona del rosario con i 50 grani dell'Ave Maria. Dopo la sua morte, i poveri hanno conservato un prezioso ricordo del suo esempio e del suo modo pacifico di fare la rivoluzione. 
  Non mi permetto di giudicare le scelte di Camillo Torres, bisognerebbe forse viverle sulla propria pelle. Però io preferisco lo stile di don Angelo La Salandra. Quante volte, soprattutto da parte di laici colti e impegnati, si sente criticare lo stile di Lepanto? Quello, per intenderci, dei cristiani che&#160;impugnano la spada (ai nostri giorni il fucile o il mitra) per combattere&#160;il nemico di turno. Ricco o povero che sia. Mi spiace per Camillo, ma il fatto che fosse di sinistra non&#160;giustifica la sua scelta armata. Sarebbe puramente demagogico. &#160;Cristo ha usato un'unica arma per cambiare il mondo: la via vita donata fino alla morte.&#160;&#160;Ribadisco: sforziamoci di archiviare lo stile di Lepanto (sia preti che laici) e di imitare quello più difficile, ma evangelicamente più maturo, di Francesco d'Assisi, Gandhi, i monaci algerini dell'Atlas, di Annalena Tonelli, di suor Leonella e di tanti altri oscuri &#34;eroi&#34; che per fare la rivoluzione con Gesù Cristo non hanno avuto bisogno di compiere alcuna opzione armata.&#160;
  Per giustizia alla memoria di Camillo Torres, vale la pena ricordare che anche lui riteneva che la rivoluzione più efficace e duratura si potesse ottenere solo con l'istruzione e l'aducazione a una convivenza pacifica. Requiem, Camillo.&#160;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni anni fa è morto in Brasile un missionario comboniano: p, Angelo la Salandra, nato nel 1919 a Biccari (FG), sacerdore per 58 anni. Sognava di andare in Africa, come Daniele Comboni. Invece fu destinato all&#8217;Amazzonia prima, e poi a Sao Paulo. Si dedicò soprattutto al servizio dei carcerati e&nbsp;dei disperati denutriti che emigravano in città in cerca di fortuna. Era sempre in cammino, vero &quot;prete della strada&quot;, giorno e notte, affrontando molti pericoli. A chi gli consigliava prudenza, rispondeva: &lt;&lt;Io porto sempre&nbsp;con me un mitra carico: 50 colpi!&gt;&gt; E mostrava la corona del rosario con i 50 grani dell&#8217;Ave Maria. Dopo la sua morte, i poveri hanno conservato un prezioso ricordo del suo esempio e del suo modo pacifico di fare la rivoluzione.<br />
  Non mi permetto di giudicare le scelte di Camillo Torres, bisognerebbe forse viverle sulla propria pelle. Però io preferisco lo stile di don Angelo La Salandra. Quante volte, soprattutto da parte di laici colti e impegnati, si sente criticare lo stile di Lepanto? Quello, per intenderci, dei cristiani che&nbsp;impugnano la spada (ai nostri giorni il fucile o il mitra) per combattere&nbsp;il nemico di turno. Ricco o povero che sia. Mi spiace per Camillo, ma il fatto che fosse di sinistra non&nbsp;giustifica la sua scelta armata. Sarebbe puramente demagogico. &nbsp;Cristo ha usato un&#8217;unica arma per cambiare il mondo: la via vita donata fino alla morte.&nbsp;&nbsp;Ribadisco: sforziamoci di archiviare lo stile di Lepanto (sia preti che laici) e di imitare quello più difficile, ma evangelicamente più maturo, di Francesco d&#8217;Assisi, Gandhi, i monaci algerini dell&#8217;Atlas, di Annalena Tonelli, di suor Leonella e di tanti altri oscuri &quot;eroi&quot; che per fare la rivoluzione con Gesù Cristo non hanno avuto bisogno di compiere alcuna opzione armata.&nbsp;<br />
  Per giustizia alla memoria di Camillo Torres, vale la pena ricordare che anche lui riteneva che la rivoluzione più efficace e duratura si potesse ottenere solo con l&#8217;istruzione e l&#8217;aducazione a una convivenza pacifica. Requiem, Camillo.&nbsp;</p>
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		<title>Di: Fabio</title>
		<link>http://www.donvitaliano.it/?p=49#comment-448</link>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2006 09:03:09 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.donvitaliano.it/?p=49#comment-448</guid>
		<description>Ho scoperto il nome di CamilloTorres banalmente, dal testo di una canzone. Una figura interessante, totalmente oscurata dai media. Forse è meglio, altrimenti ci tirerebbero fuori una fiction... Sicuramente fu un uomo &#34;scientificamente coraggioso&#34;.. ce ne fossero di più, almeo teniamone vivo il ricordo e lo spirito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scoperto il nome di CamilloTorres banalmente, dal testo di una canzone. Una figura interessante, totalmente oscurata dai media. Forse è meglio, altrimenti ci tirerebbero fuori una fiction&#8230; Sicuramente fu un uomo &quot;scientificamente coraggioso&quot;.. ce ne fossero di più, almeo teniamone vivo il ricordo e lo spirito.</p>
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