Minacce a don Vitaliano e Caruso
Un episodio dai contorni ancora tutti da chiarire ha turbato il primo giorno di voto a Sant’Angelo a Scala, piccolo centro della fascia del Partenio chiamato alle urne per il rinnovo del consiglio comunale. Una bottiglia contenente liquido infiammabile ed un biglietto dai toni minacciosi sono stati rinvenuti sui gradini dell’abitazione dove vive l’ex parroco del paese, don Vitaliano Della Sala. Erano da poco trascorse le 9 quando il sacerdote, che doveva recarsi a Mercogliano dove ogni domenica celebra la Santa Messa presso la Chiesa di San Francesco a Capocastello, ha fatto la triste scoperta. Inizialmente pensava potesse trattarsi di una bottiglia contenente dell’olio o del vino, insomma un regalo di qualche fedele rimasto a lui affezionato. È bastata un’occhiata più attenta, però, per capire che il "dono" aveva tutt’altri scopi che quelli dell’amicizia. Dal collo della bottiglia, infatti, fuoriusciva la pagina di un giornale che conteneva un biglietto sul quale era scritto «Per te e per Caruso», con chiaro riferimento al neodeputato di Rifondazione, da sempre legato al prete barricadero. Don Vitaliano ha immediatamente avvertito i carabinieri della stazione di Pietrastornina, che si sono portati sul posto per effettuare i rilievi del caso. Presso l’abitazione del sacerdote è giunta anche una squadra della polizia scientifica che ha provveduto a evidenziare le impronte per cercare di risalire all’autore del gesto. Non è la prima volta che l’ex parroco del paese viene fatto oggetto di minacce anonime dai toni accesi. Già in passato alcune scritte contro di lui erano apparse sulle mura della sua vecchia abitazione. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna pista. Giovedì scorso Don Vitaliano e Caruso hanno partecipato ad una manifestazione elettorale a sostegno di una delle due liste che si contendono i 707 voti del piccolo centro alle falde del monte Partenio, quella che candida a sindaco il medico Pasquale Porcile, sostenuta dai partiti della sinistra. «Una bravata più che una intimidazione», ha commentato don Vitaliano. ri.ca.
da il Mattino del 29.o5.2006



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