30 Maggio 2006

donvitaliano in miscellanea

Minacce a don Vitaliano e Caruso

Un episodio dai contorni ancora tutti da chiarire ha turbato il primo giorno di voto a Sant’Angelo a Scala, piccolo centro della fascia del Partenio chiamato alle urne per il rinnovo del consiglio comunale. Una bottiglia contenente liquido infiammabile ed un biglietto dai toni minacciosi sono stati rinvenuti sui gradini dell’abitazione dove vive l’ex parroco del paese, don Vitaliano Della Sala. Erano da poco trascorse le 9 quando il sacerdote, che doveva recarsi a Mercogliano dove ogni domenica celebra la Santa Messa presso la Chiesa di San Francesco a Capocastello, ha fatto la triste scoperta. Inizialmente pensava potesse trattarsi di una bottiglia contenente dell’olio o del vino, insomma un regalo di qualche fedele rimasto a lui affezionato. È bastata un’occhiata più attenta, però, per capire che il "dono" aveva tutt’altri scopi che quelli dell’amicizia. Dal collo della bottiglia, infatti, fuoriusciva la pagina di un giornale che conteneva un biglietto sul quale era scritto «Per te e per Caruso», con chiaro riferimento al neodeputato di Rifondazione, da sempre legato al prete barricadero. Don Vitaliano ha immediatamente avvertito i carabinieri della stazione di Pietrastornina, che si sono portati sul posto per effettuare i rilievi del caso. Presso l’abitazione del sacerdote è giunta anche una squadra della polizia scientifica che ha provveduto a evidenziare le impronte per cercare di risalire all’autore del gesto. Non è la prima volta che l’ex parroco del paese viene fatto oggetto di minacce anonime dai toni accesi. Già in passato alcune scritte contro di lui erano apparse sulle mura della sua vecchia abitazione. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna pista. Giovedì scorso Don Vitaliano e Caruso hanno partecipato ad una manifestazione elettorale a sostegno di una delle due liste che si contendono i 707 voti del piccolo centro alle falde del monte Partenio, quella che candida a sindaco il medico Pasquale Porcile, sostenuta dai partiti della sinistra. «Una bravata più che una intimidazione», ha commentato don Vitaliano. ri.ca.

da il Mattino del 29.o5.2006

28 Maggio 2006

il centenario di Dietrich Bonhoeffer

donvitaliano in miscellanea, religione

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Testimone cristiano nel mondo moderno

 

 C’è chi lo considera martire della resistenza e santo, chi l’iniziatore della secolarizzazione o della teologia della "morte di Dio": ha compiuto una rivoluzione nella riflessione teologica, anche se è stato ucciso a 39 anni. A cento anni dalla nascita e sessanta dalla morte, si moltiplicano le iniziative per attualizzarne la memoria.

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27 Maggio 2006

solo “arresti domiciliari” per p. Degollado

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NIENTE PROCESSO PER IL FONDATORE DEI LEGIONARI DI CRISTO

 CITTÀ DEL VATICANO-ADISTA. Il fondatore della congregazione messicana ultraconservatrice dei Legionari di Cristo, P. Marcial Maciel Degollado, 86 anni, da decenni accusato di abusi sessuali su minori da parte di nove ex membri, è colpevole. Il Vaticano, però, ha escogitato il modo più indolore possibile (per il religioso, grande amico di Giovanni Paolo II) per porre fine alla vicenda: se, infatti, suona come una esplicita conferma a tali accuse un provvedimento della Congregazione per la Dottrina della Fede che toglie a p. Maciel il diritto di esercitare il suo ministero pubblico, essa tuttavia comunica di aver deciso, dopo "attento studio", di "rinunciare ad un processo canonico", adducendo a motivi ufficiali l’età avanzata e la cagionevole salute di Maciel; la realtà, probabilmente, è che un processo canonico avrebbe inevitabilmente costretto il Vaticano ad affrontare spinosissime questioni. I capi d’accusa, infatti, fanno riferimento al canone 977 (assoluzione di un complice nel peccato contro il sesto comandamento). Nella legislazione ecclesiastica l’abuso sessuale di un sacerdote, sia pure sui minori, è meno grave del cosiddetto delitto di "complicità", quando, cioè, il sacerdote confessore assolve colui o colei con cui ha avuto rapporti sessuali. Nel primo caso è prevista la sospensione o al massimo la dimissione del sacerdote, nel secondo, è prevista la scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica. Ed è proprio questo il delitto di cui si sarebbe macchiato padre Maciel e sul quale la Congregazione si sarebbe dovuta pronunciare. Non si trattava, dunque, soltanto di punire l’abuso sessuale.

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27 Maggio 2006

in Brasile V incontro di teologia india

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L’ALTRO MONDO POSSIBILE HA UN CUORE INDIGENO

 

 MANAUS-ADISTA. Hanno molto da insegnare i popoli indigeni agli altri popoli del mondo. Per chi, in Occidente, è realmente capace di ascolto, è davvero una parola autorevole quella che la teologia india, avversata in Vaticano, sa esprimere sulla morte, sulla resurrezione, sul pluralismo religioso, sull’immagine di Dio, sulla cura amorevole del nostro pianeta. Una parola che ricorda a tutti che siamo stati immessi, "seminati", nella storia "per dare gioia e pienezza al mondo e non per farlo appassire e per distruggerlo". A questa riserva di millenaria saggezza hanno attinto i partecipanti al V Incontro Continentale di Teologia India, svoltosi a Manaus, in Brasile, dal 21 al 26 aprile: 180 persone provenienti dalle Ande, dal Cono Sud, dal Centroamerica e dai Caraibi, in rappresentanza di una cinquantina di popoli indigeni, con la presenza di teologi (come il messicano Eleazar Lopez e il brasiliano Paulo Suess) e di vescovi (mons. Gianfranco Masserdotti, presidente del Cimi, il Consiglio Indigenista Missionario del Brasile; mons. Roque Paloschi, vescovo di Roraima; mons. Luiz Soares Vieira e mons. Sebastião Bandeira Coelho, rispettivamente vescovo ordinario e vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Manaus, mons. Felipe Arizmendi, vescovo di San Cristóbal de las Casas, in Chiapas; mons. Rodolfo Valenzuela, vescovo di Vera Paz, in Guatemala; mons. Lucio Alfert, vescovo di Pilcomayo, in Paraguay). Un incontro che, a fronte dell’incomprensione mostrata all’interno della Chiesa nei confronti del processo della teologia indigena (il cui caso più emblematico è oggi rappresentato dal divieto imposto alla diocesi di San Cristóbal de las Casas di ordinare nuovi diaconi indigeni; v. Adista nn. 30 e 34/06), ha ribadito l’importanza del dialogo con l’istituzione ecclesiastica, riaffermando però al tempo stesso la necessità di riconoscere la parzialità e l’incompletezza di ogni espressione culturale e teologica dell’esperienza di Dio. Di seguito il messaggio conclusivo dell’incontro, in una nostra traduzione dallo spagnolo (c.f.).

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26 Maggio 2006

ennesimo suicidio in carcere!

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carcere.jpg 19 Morti in 15 mesi:

                             E’ STRAGE A SECONDIGLIANO!

RECORD INQUIETANTE DI SUICIDI NEL CARCERE DI SECONDIGLIANO CHE RIPROPONE L’IMPELLENZA DI UN PROVVEDIMENTO DI AMNISTIA E DI INTERVENTI CONCRETI CONTRO IL DEGRADO DEL SISTEMA CARCERARIO 
Con il suicidio di Pino, siamo arrivati a quota 19 morti, molti, troppi morti dietro quelle sbarre, una strage continua e silenziosa, perchè le urla di disperazione dei detenuti non riescono a superare quelle sbarre e quei muri. Pochi giorni fa, durante l’ultima ispezione parlamentare nel carcere di Secondigliano, ho trovato detenuti in condizione disumane nei reparti “Terza Psichiatrica” e nel reparto di Osservazione Psichiatrica: questa scia di sangue e lutti non è casuale ma il frutto dello stato di degrado in cui vengono abbandonati i detenuti negli istituti penitenziari che sono sempre più discariche sociali dove nascondere l’emarginazione e il disagio sociale. Per questo ho depositato proprio in questi giorni un’interrogazione al ministro della Giustizia Mastella per chiedere la chiusura immediata di alcuni reparti-lager presenti nel carcere di Secondigliano. L’amnistia è ormai un’emergenza alla quale il parlamento deve dare una risposta in tempi brevi, per contrastare e fermare la barbarie e il degrado dello stato delle carceri. Su questo punto non ci può essere spazio per tentennamenti e ambiguità.

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25 Maggio 2006

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RIFLESSIONI SUL CELIBATO

di p. Nadir Giuseppe Perin

Il 28 aprile scorso, la Congregazione per il Clero ha organizzato una video conferenza internazionale sul celibato e presbiterato: non so quanti sapevano di questo avvenimento e tanto meno quanti abbiano avuto la possibilità di leggere gli interventi fatti dai vari teologi.

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24 Maggio 2006

le “condanne” di Amnesty International!

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Il Rapporto 2006 di Amnesty International:

i poveri pagano il prezzo della “guerra al terrore”

Il quadro del 2005 che emerge dal Rapporto Annuale di Amnesty International, presentato oggi a Roma dal presidente della Sezione Italiana dell’associazione, Paolo Pobbiati, è quello di “un anno pieno di contraddizioni, durante il quale segnali di speranza per i diritti umani sono stati indeboliti dagli inganni e dalle false promesse dei governi che hanno più voce in capitolo. L’agenda della sicurezza, promossa da chi ha potere e privilegio, ha sviato le energie e l’attenzione del mondo dalle gravi crisi dei diritti umani in corso”. I governi, da soli e collettivamente, hanno paralizzato le istituzioni internazionali, dilapidato risorse pubbliche per perseguire obiettivi di sicurezza limitati e di corto respiro, sacrificato valori in nome della “guerra al terrore” e chiuso gli occhi di fronte a violazioni dei diritti umani su scala massiccia. La conseguenza è che il mondo ha pagato un prezzo elevato, in termini di erosione dei principi fondamentali e di enormi danni arrecati alla vita e al benessere della gente comune. La discontinua attenzione e la flebile azione delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana si sono dimostrate pateticamente inadeguate rispetto a quanto occorreva fare nel Darfur, la regione del Sudan in cui sono stati commessi crimini di guerra e crimini contro l’umanità ad opera di tutte le parti coinvolte in un conflitto che ha causato migliaia di morti e ha costretto alla fuga milioni di persone.

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23 Maggio 2006

il lato oscuro del cardinal Bergoglio!

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Questo cardinale poteva essere papa!

 Il cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, presidente dei vescovi argentini, nonché tra i più votati, un anno fa, nel conclave Vaticano che ha scelto il successore di Giovanni Paolo II, è accusato di collusione con la dittatura argentina che sterminò novemila persone. Le prove del ruolo giocato da Bergoglio a partire dal 24 marzo 1976, sono racchiuse nel libro L’isola del Silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina, del giornalista argentino Horacio Verbitsky, che da anni studia e indaga sul periodo più tragico del Paese sudamericano, lavorando sulla ricostruzione degli eventi attraverso ricerche serie e attente.

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23 Maggio 2006

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 Si dice che tra Joseph Ratzinger e Crescenzio Sepe non corra proprio buon sangue. E qualcuno a riguardo cita l’inedito e recente episodio di un prete, monsignor Albert Malcom Ranjntih Patabendege, allontanato dalla Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli di cui il cardinale Sepe è prefetto, per essere poi ripescato dal papa tedesco e chiamato alla segreteria di un altro importante dicastero vaticano, quello della Congregazione per il culto divino. Dicerie, certo. Che però, attraverso il linguaggio non scritto né parlato della Curia romana, riflettono una realtà indiscussa: in Vaticano Sepe è diventato troppo «ingombrante». Le sue ambizioni mai dichiarate, eppure mai smentite, mirano alla Segreteria di Stato, dove mise piede per la prima volta più di 30 anni fa chiamato dall’allora sostituto, il cardinale Giovanni Benelli. Ma Benedetto XVI sembra avere idee diverse, che non intendano premiare le grandi doti da organizzatore mostrate nel Giubileo del 2000 dal «giovane» Sepe (il 2 giugno compie 63 anni). Non solo: nella riforma curiale che il papa ha in mente, con accorpamenti tra dicasteri e pontifici consigli, le «poltrone» diminuiscono. E quella del cosiddetto «papa rosso», finora appannaggio di Sepe, deve essere pronta - pare - per il cardinale indiano Ivan Dias, arcivescovo di Bombay, il cui nome fu inserito tra quelli papabili all’inizio del conclave: nel nome di un’apertura concreta verso i paesi in via di sviluppo.

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23 Maggio 2006

pubblicità delle Chiese al Codice da Vinci

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Polemiche stupide su un semplice romanzo!

 L’uscita del film il Codice da Vinci di Ron Howard, sta gettando nello scompiglio i compassati vertici delle Chiese di tutto il mondo. Dopo gli inviti a boicottare il film, dopo accorati appelli dai pulpiti, dopo le accuse di cospirazione mosse a Dan Brown, dopo l’organizzazione di riunioni di volenterosi studenti cattolici che si interrogano sulle migliori strategie che la Chiesa di Roma può mettere in atto per trattare il caso "Da Vinci", sono le Chiese australiane a scendere in campo con una massiccia campagna pubblicitaria indirizzata agli spettatori del film scandalo. La Chiesa Anglicana d’Australia spenderà, infatti, qualcosa come cinquanta mila dollari per distribuire volantini attraverso i quali ricordare ai fedeli che quanto vedranno al cinema non risponde a verità. Il presidente dell’unione delle Chiese battiste, il dottor Ross Clifford, ha bollato il Codice di eresia perchè nega la resurrezione, il cuore del messaggio cristiano, mentre The Uniting Church dello stato Victoria sta pensando di organizzare seminari per confutare le false teorie di Brown.

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