31 Luglio 2006

una riflessione

donvitaliano in miscellanea, politica

LORUSS0.jpg di frà Benito M. Fusco, dei Servi di Maria, amico di Francesco Lorusso

"I morti dipendono dalla nostra fedeltà…" perché il passato ha sempre bisogno di noi: forse c’è un desiderio nascosto nella nostalgia anche se questa parola, quotidianamente sciupata, nella profondità etimologica vuole, invece, esprimere la memoria del dolore, il ricordo forte di un’assenza che fa sempre male. Così l’11 marzo ha bisogno della nostra fedeltà o, forse, noi abbiamo bisogno di quel tempo, di quel desiderio nascosto, perché, ripetendo Umberto Saba "i morti amici e le morte stagioni rivivono in te"… Per Francesco, e per il significato che il tempo sa maturare, le "morti amiche" appaiono dure pietre di paragone dell’esistenza, del pensiero, della memoria: quegli avvenimenti, questi momenti… Allora si può dire che venti o trenta anni sono un nulla, perché la distanza da quel tempo non si misura col numero degli anni. Si misura col dispendio di libertà a cui ci ha costretti e ci costringe.

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30 Luglio 2006

in ricordo del papà di Francesco Lorusso

donvitaliano in miscellanea, politica

E’ morto il papà di Francesco Lorusso, che teneva viva la memoria del figlio che, come Carlo Giuliani, fu assassinato dalle forze dell’ordine a Bologna nel ‘77. Il miglior modo per ricordare il padre è raccontare del figlio. Anche a lui sarebbe piaciuto così:

Venerdi 11 marzo 1977 ore 10 assemblea di Comunione e Liberazione all’università, 400 persone. Cinque compagni della Facoltà di Medicina, presentatisi all’entrata, vengono malmenati e scaraventati fuori dall’aula. La notizia si sparge nell’Università, e accorrrono una trentina di compagni che vengono dapprima fronteggiati da un centinaio di ciellini. L’aggressione dei cosiddetti "autonomi" consiste nel lancio di slogans e scambi verbali. Scatta la provocazione preordinata: i ciellini si barricano all’interno dell’aula, uno di loro, d’accordo con un professore, che intanto aveva interpellato il rettore Rizzoli, chiede l’intervento della polizia e dell’ambulanza, prima ancora che succedesse qualcosa.

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29 Luglio 2006

appello per l’Amazzonia

donvitaliano in miscellanea, sociale

PER UNA MORATORIA DI DIECI ANNI NELLA DISTRUZIONE DI ALBERI IN AMAZZONIA

Ordine dei Servi di Maria

- Segretario generale “Giustizia e Pace” - Piazza S. Marcello, 5 - 00187 Roma – Italia; tel. (+39) 06699301 - fax. (+39)066792131; e-mail: secgenjp@libero.it; www.servidimaria.org  

- Ordem do Servos de Maria - Sena Madureira – Acre – Brasil - Rua Avelino Chaves, 1312 - Cep. 69.940.000 tel. 05568.3612 2234 e-mail: florestateamo@uol.com.br

Ex.mo Luis Inacio Lula da Silva, Presidente da Repubblica - Palacio do Planalto - Praça dos Três Poderes - 70150-900, Brasilia DF - Brasil

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23 Luglio 2006

Sepe e Mastella in visita a Poggioreale

donvitaliano in miscellanea, religione, sociale
CARCERI: IL MINISTRO MASTELLA E L’ARCIVESCOVO NAPOLI IN VISITA AL CARCERE DI POGGIOREALE

(AGI) - Napoli, 22 lug. - E’ durata circa tre ore la vista del ministro della Giustizia Clemente Mastella e del cardinale arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe al carcere partenopeo di Poggioreale. All’incontro con i detenuti e il personale di polizia penitenziaria ha preso parte anche il sottosegretario Luigi Scotti. L’indulto e’ stato uno dei temi dominanti del confronto nella cappella dell’istituto penitenziario con circa 300 detenuti, insieme al sovraffollamento delle strutture carcerarie e delle scarse risorse per il sistema Giustizia, problemi toccati nella successiva visita del Guardasigilli e dell’alto prelato prima ai carcerati sottoposti a regime di alta sicurezza, poi con quelli malati e infine con gli agenti.

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20 Luglio 2006

al cardinale di Napoli Crescenzio Sepe

donvitaliano in politica, religione, sociale

“ERO CARCERATO E SEI VENUTO A VISITARMI” (Vangelo di Matteo, 25)

Signor cardinale,

ho molto apprezzato che Lei abbia scelto Scampia come “porta” del Suo ingresso nella diocesi di Napoli di cui è da poco divenuto vescovo. Come Lei sa, a partire da oggi hanno preso inizio delle pacifiche proteste nelle carceri che hanno per obiettivo principale quello di ottenere un provvedimento di indulto generalizzato, senza esclusioni, soprattutto verso quel tipo di reati che nelle regioni del centro e del sud vengono contestati con estrema facilità a migliaia di cittadini. Questo mi spinge a chiederLe, con umiltà e rispetto, una Sua visita ai detenuti ristretti nelle carceri napoletane.

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20 Luglio 2006

NO ALLA GUERRA!

donvitaliano in politica

pace_preventiva.jpg Francesco Caruso è stato tra i pochi deputati che alla Camera hanno votato NO al rifinanziamento delle truppe militari italiane in Afghanistan.

19 Luglio 2006

ai parlamentari dell’Unione

donvitaliano in politica

Cari parlamentari: votate NO al rifinanziamento della guerra in Afghanistan!

Cinque anni dall’inizio della guerra in Afghanistan! Per chi soffre un’eternità. Per l’eternità un attimo. Per noi un’ulteriore occasione per riflettere sull’inutilità della guerra, per riaffermare che non esistono guerre preventive, né umanitarie, e nemmeno operazioni di polizia internazionale, ma solo guerre che producono morte e alimentano lo spirito di vendetta e il terrorismo.

La storia recente della Chiesa cattolica italiana, ci ha regalato esempi profetici di oppositori alla guerra. Don Lorenzo Milani, imputato nel 1965 di incitamento alla diserzione e alla disobbedienza militare per aver difeso gli obiettori di coscienza. Condannato ad otto mesi di carcere, invece, padre Ernesto Balducci, prese posizione in difesa di Giuseppe Gozzini, primo obiettore di coscienza cattolico, nel 1963.

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17 Luglio 2006

mons. Nogaro sull’Afghanistan

donvitaliano in politica, religione

UFFICIO COMUNICAZIONI SOCIALI - DIOCESI DI CASERTA

“In nome della coscienza e della vita di ogni uomo, non credo si possa tacere sulla missione militare in Afghanistan, dove la pace viene sistematicamente distrutta. L’Afghanistan è più lontano dell’Occidente da tutti i punti di vista, è molto meno popolato e fa meno notizia dell’Iraq. Non passerà molto che i crimini sistematici commessi in Afghanistan saranno riconosciuti e universalmente condannati”.

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17 Luglio 2006

appello

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Appello per la rappresentativa di calcio palestinese bloccata a Roma

Da un mese in Italia per giocare un torneo di calcio, di sport e pace, sette ragazzi palestinesi non possono tornare alle loro case. Gaza occupata e sotto l’assedio, striscia di terra umiliata, cumulo di macerie, privata di ogni risorsa, senza possibilità di decidere del proprio futuro. Terra palestinese, circondata da muro alto quanto serve, per impedire il passaggio delle persone e di ogni bene di prima necessità; un muro alto sì, ma non abbastanza per imprigionare i sogni e la voglia di libertà e giustizia di un intero popolo. Le operazioni militari israeliane in corso in tutti i Territori Occupati in queste ore, la chiusura di ogni frontiera ed il silenzio complice dei governi occidentali, bene illustrano lo scenario di una guerra che semina disperazione e divide le persone. Rafah è chiusa e per questo i sette ragazzi non possono tornare.

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16 Luglio 2006

porgi l’altra guancia?

donvitaliano in religione

A proposito della norma di Mosè “occhio per occhio e dente per dente”, bisogna ricordare che fu una conquista di civiltà contro la barbarie di chi per uno schiaffo era autorizzato ad uccidere: con la cosiddetta “legge del taglione” era permesso rispondere alle offese dell’altro o colpirlo in proporzione a quanto ti aveva fatto. Ci sarebbe da riflettere su quanto siano tornati alla barbarie in Medio Oriente, vista la sproporzione delle reazioni dall’una e dall’altra parte: altro che “occhio per occhio”! Ai rapimenti si risponde con bombardamenti a tappeto, agli arresti con i kamikaze, ai quasi inoffensivi razzi katiuscia con i missili di precisione. Una domanda me la sono sempre posta: come mai ai palestinesi nessuno fornisce armi più potenti e precise, in un mondo dove circola di tutto e in una regione dove armi distruttive certo non mancano. Non che me lo auguri, ma la domanda resta. Forse a “qualcuno” interessa che il conflitto si mantenga, per così dire, a “bassa intensità”!

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