31 Agosto 2006

Il pacifismo è morto?

donvitaliano in miscellanea, politica

di Luca Casarini*

Il «pacifismo defunto», di cui ci parla Enrico Euli, per quanto ci riguarda, ci è sempre stato estraneo: non abbiamo mai riposto speranze nella giuridificazione sovrana né per quanto riguarda la produzione né, tanto meno, per ciò che concerne la guerra e la pace. E d’altronde, chi sono i pacifisti nella storia?

Per noi pacifisti furono gli eretici europei che combatterono in armi gli eserciti imperiali nel 1500, lo erano anche i bolscevichi che per combattere la guerra fecero la rivoluzione, anche i partigiani che fecero saltare in aria il dominio nazista erano pacifisti e lo furono gli studenti americani che furono renitenti alla leva durante la guerra al Vietnam ma allo stesso tempo pacifisti erano i vietcong che scacciarono l’esercito Usa con la forza.

Oggi chi è pacifista? Quelli che sostengono che sia possibile partecipare alla guerra globale e permanente praticando una «riduzione del danno» oppure coloro che resistono alla propaganda?

Noi crediamo che i movimenti siano sempre caratterizzati da un andamento non lineare, caotico. Ciò significa che essere pacifisti qui e ora vuol dire essere per il movimento contro la guerra e agire di conseguenza, ad esempio demistificando una volta per tutte la dialettica violenza-nonviolenza e mostrarla per ciò che è, ovvero un discorso del potere. Vuol dire rovesciare in composizione antagonista la composizione sociale della moltitudine e sabotare i dispositivi di guerra biopolitica oggi presenti sul nostro territorio come, ad esempio, i Cpt e i presidi militari Nato. Essere pacifisti oggi equivale a essere liberi.

*dei Centri sociali del nordest

30 Agosto 2006

Forza Onu?

donvitaliano in miscellanea, politica

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 ?

 

di Pierluigi Sullo

I bastimenti partono carichi di soldati [e di armi], il consiglio dei ministri dà il via libera alla "missione" in Libano, tutti si congratulano per il ritrovato "prestigio" del nostro paese e ad Assisi si marcia dietro uno striscione che recita "Forza Onu". Nel Libano del sud, soldati israeliani e libanesi, combattenti Hezbollah e, si presume, la povera gente bombardata per oltre un mese, aspettano l’arrivo dei caschi blu per avviare una tregua meno precaria. Beninteso, anche gli israeliani che vivono nel nord del paese aspettano la tregua, dopo le scariche di razzi degli Hezbollah.

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29 Agosto 2006

il pacifismo è veramente morto?

donvitaliano in miscellanea, politica

di don Alessandro Santoro*

Il linguaggio di Enrico Euli è troppo forte, non credo che si debba arrivare a dire che il pacifismo è morto. Di certo quello che scrive è utile e importante per riaprire dibattiti che pochi probabilmente vogliono affrontare fino in fondo, ed anch’io mi inserisco in punta di piedi sentendomi vicino alle parole di Marco Revelli. Penso che occorra un modo diverso di vivere l’impegno per la pace.

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28 Agosto 2006

il pacifismo è morto

donvitaliano in miscellanea, politica

di Enrico Euli*

La querelle tra «no-war» e governo «amico» a proposito della missione in Afghanistan, ha rivelato i limiti politici della maggioranza di centrosinistra, ma anche quelli del movimento per la pace, incapace di cambiare stile.

Nessuno ci somiglia nel Palazzo. Perciò è inutile continuare a bussare.

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28 Agosto 2006

in Libano senza armi

donvitaliano in miscellanea, politica

di Riccardo Troisi*

Mentre la politica tradizionale discute sull’opportunità dell’intervento militare in Libano e di regole di ingaggio, si rende forse più evidente quello che molti pacifisti pensano da tempo: occorre al più presto riprendere un confronto serio e comune all’interno di quello che chiamiamo "movimento della pace", partendo dal lavoro fatto dalla delegazione italiana in Libano durante i giorni del conflitto.

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27 Agosto 2006

… senza parole!

donvitaliano in miscellanea, politica

(ANSA - 26 agosto): PACIFISTI IN PIAZZA AD ASSISI, SÌ A MISSIONE IN LIBANO

«Siamo qui oggi per dire sì alla missione in Libano da parte dell’ Italia, pur sapendo che è rischiosa, e per promuovere una cultura della pace»: è nel saluto finale di Flavio Lotti, portavoce della Tavola per pace, il senso della manifestazione contro la guerra in Medio Oriente che si è svolta oggi ad Assisi. «Siamo qui, inoltre - ha aggiunto - perchè il pericolo della continuazione di questa guerra, del suo allargamento, resta immenso e perchè questa bomba atomica che si chiama Medio Oriente, rischia di scoppiare». Un migliaio i presenti, forse duemila (secondo gli organizzatori), alla prima parte dell’ iniziativa, un momento di riflessione che si è svolto in mattinata alla Cittadella. Probabilmente anche di più al successivo corteo per le vie della città - aperto da uno striscione con la scritta «Forza Onu» - e alla manifestazione conclusiva, in piazza San Francesco, dove sono state ricordate le vittime della guerra in Libano con tante paia di scarpe deposte su un tappeto rosso che simboleggiava una grande macchia di sangue.

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27 Agosto 2006

dopo quella di ieri, l’ideatore della marcia per la pace si starà rivoltando nella tomba!

donvitaliano in miscellanea, politica

capitini.jpg Aldo Capitini (Perugia, 23 dicembre 1899 - 19 ottobre 1968) fu un intellettuale, un pacifista, un antifascista, sicuramente uno tra i primi in Italia a cogliere e a teorizzare il pensiero gandhiano. Nato in una famiglia modesta, si dedicò dapprima agli studi tecnici per necessità economiche e, in seguito, a quelli letterari come autodidatta. Lesse D’Annunzio, Marinetti, Boine, Slataper, Jahier, Ibsen, Leopardi, Manzoni, la Bibbia, Gobetti, Michelstaedter, Kant, Kierkegaard, profondamente influenzato dal Vangelo, San Francesco, Mazzini, Tolstoj e Gandhi

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26 Agosto 2006

i tre fronti

donvitaliano in miscellanea, politica

L’Italia sta per mandare 3.500 soldati allo sbaraglio su quello che G. W. Bush ha definito "il terzo fronte" della guerra al terrorismo. Ma qual è il terzo fronte? Oggi è la frontiera libano-israeliana. Già lungamente ed inutilmente presidiata dall’UNIFIL. Ma dalla fine di agosto, quando l’Iran risponderà negativamente alla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU sul nucleare, il Terzo Fronte, quello vero, sarà l’Iran e, forse, anche la Siria. Ora, se valutiamo con spirito equanime l’andamento delle operazioni sugli altri due fronti, Afghanistan e Iraq, c’è di che rabbrividire.

di Sbancor

Cito da fonte non sospetta: Alessandro Politi, in un paper intitolato Un multipolarismo difficile, presentato all’interno del Rapporto Nomisma "Nomos & Khaos" 2005: "La guerra in Afghanistan (Operazione Enduring Freedom) rischia di essere persa. Secondo le mappe pubblicate dall’ONU tra il giugno 2002 ed il febbraio 2004 la coalizione non solo non sta vincendo ma ha subito una costante erosione nel controllo delle province disputate. Se un tempo solo tratti della frontiera pakistana erano insicuri, ora lo è l’intera fascia frontaliera.

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26 Agosto 2006

appello di p. Zanotelli

donvitaliano in miscellanea, politica

24/08/06

Sembra essersi formato un consenso generale sull’opportunità/necessità che l’Italia partecipi alla Forza Internazionale di Interposizione in Libano. È indubbio che per arrestare la spirale di violenza che sempre più insanguina il Medio Oriente, e si estende pericolosamente al resto del mondo, sia più che mai necessario un impegno attivo della comunità internazionale, sotto la guida dell’Onu. L’esito di un tale impegno dipende tuttavia in modo determinante dalle condizioni in cui verrà attuato e condotto. Sembra più che mai necessario richiamare l’attenzione del Governo, del Parlamento e di tutti i cittadini su alcuni punti molto delicati.

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23 Agosto 2006

al ministro Massimo D’Alema

donvitaliano in personale, politica

Signor ministro,

il poeta libanese Gibran racconta una bellissima fiaba: «Dissi una volta a uno spaventapasseri: ”devi essere stanco di stare in questo campo solitario!”. E lui rispose: “la gioia di spaventare è profonda e durevole, e non me ne stanco mai”. Dissi allora io, dopo un istante di riflessione: “è vero, anch’io infatti, ho conosciuto quella gioia”. E lui rispose: ”solo quelli che sono imbottiti di paglia possono conoscerla”. Me ne andai, senza comprendere se fosse stato il suo, un complimento o disprezzo.

Passò un anno, durante il quale lo spaventapasseri divenne filosofo. E quando mi trovai di nuovo a passare di là, vidi che due cornacchie stavano costruendo il nido sopra il suo cappello: la gioia di spaventare è degna di una testa di paglia!».

Anche noi, oggi, sentiamo il bisogno di filosofi, di “amici della sapienza”, non di terroristi e nemmeno di politici che pensano di poter risolvere ogni problema con gli eserciti e le armi.

(continua…)

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