17 Agosto 2007

APPELLO PER FRANCESCO CARUSO

donvitaliano in politica, sociale

caruso_e_haidi.jpg 

per quanto voi vi crediate assolti, siete tutti coinvolti

La campagna di linciaggio politico che in queste calde giornate di agosto si è scatenata nei confronti di Francesco Caruso denota, non solo l’ipocrisia trasversale del mondo politico e istituzionale, pronto a criminalizzare qualsiasi voce dissonante, ma anche e soprattutto l’isteria collettiva che accomuna la “casta” degli intoccabili del potere quando si toccano alcuni nervi scoperti del sistema neoliberista, come il dramma sociale della precarietà.

Dinanzi all’immobilismo del governo di centro-sinistra, bisogna avere il coraggio di alzare la voce e denunciare i disastri sociali e umani che i processi di precarizzazione continuano a determinare, ogni giorno, nei luoghi di lavoro e nell’esistenza stessa di milioni di esseri umani, soprattutto giovani.

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15 Agosto 2007

Haidi Giuliani su Caruso …

donvitaliano in politica

Lettera aperta a Gennaro Migliore

Caro Gennaro,

ho letto la tua intervista sabato su Liberazione: “Caruso crede nella politica spettacolo. Noi nella lotta di massa”. Tra le altre cose dici che nessuno ha speso una parola in sua difesa. Non mi pare, a giudicare dalle lettere giunte al giornale, e tuttavia, sottovoce, fuori dai clamori suscitati per la gioia di agiati benpensanti vacanzieri, vorrei spenderne una anch’io.

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13 Agosto 2007

L’assalto ai movimenti per sterilizzare la politica

donvitaliano in politica

di Anubi D’Avossa Lussurgiu

Cosa vuol dire, "cacciare" Francesco Caruso? Cosa vuol dire, s’intende, come significato politico: cosa tradisce d’una concezione generale della politica? Vuol dire, in buona sostanza, chiudere le porte del "Castello", alzarne il ponte levatoio verso le figure della società che ne è estraniata, verso il disagio di chi non riesce o non intende rappresentare, soprattutto verso ciò che non sa o non vuole capire, anzi com-prendere.

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13 Agosto 2007

difendo Caruso dal linciaggio

donvitaliano in politica

di Ramon Mantovani - prc

Io difendo Francesco Caruso. Per tre motivi. 1) tutti sanno che un lavoratore con contratto a termine costretto a lavorare senza sicurezza non può, a meno che si possa permettere di essere licenziato (pardon, non avere il rinnovo del contratto) nel pieno rispetto delle leggi Treu e Biagi, denunciare agli ispettori del lavoro, al sindacato o ad altre istituzioni, il proprio padrone (pardon, datore di lavoro). Chi fa finta di non saperlo o, peggio ancora, vaneggia di legislazione sulla sicurezza e piange lacrime di coccodrillo sugli omicidi bianchi (pardon, incidenti sul lavoro) e non vuole toccare la precarietà (pardon, flessibilità) è complice. Caruso di questo parla e propone tutele per il lavoratore che denuncia la mancanza di sicurezza sul posto di lavoro al pari degli imprenditori (pardon, padroni) che denunciano il racket.

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13 Agosto 2007

non ci avrete mai come volete voi!

donvitaliano in politica

Conosco troppo bene Francesco Caruso per non incazzarmi per l’ennesimo tranello in cui è caduto. Ma è anche vero che non riesco a trattenere la rabbia, verso quel coro unanime di farisei, che nel condannare le dichiarazioni di Caruso, non vogliano altro che le persone in carne ed ossa parlino e si interessino dei problemi quotidiani e che con le loro inquietudini disturbino il manovratore.

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10 Agosto 2007

la chiarezza di Caruso e l’ipocrisia della sinistra (e della destra)!

donvitaliano in politica, sociale

Morire di lavoro e vivere di ipocrisia

INCIDENTI SUL LAVORO - FRANCESCO CARUSO: TREU E BIAGI ASSASSINI CON LE LORO LEGGI (ANSA) - ROMA, 9 AGO - «Tiziano Treu e Marco Biagi sono gli assassini» di due giovani morti ieri sul lavoro a Mugnano e Bolzano. «Le loro leggi hanno armato le mani dei padroni, per permettere loro di precarizzare e sfruttare con maggior intensità la forza-lavoro e incrementare in tal modo i loro profitti, a discapito della qualità e della sicurezza del lavoro». Lo afferma Francesco Caruso, deputato no global del Prc, che cita la morte di «Angelo, 35 anni, che viveva e lavorava a Mugnano; e Cristian, solo 16 anni, che viveva e lavorava a Bolzano».

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10 Agosto 2007

a proposito del Motu Proprio “Summorum Pontificum”

donvitaliano in religione

Paolo VI, Pio V e la realtà virtuale.

II lettore che si è accostato al testo del Motu Proprio "Summorum Pontificum" (= SP) e alla lettera ai Vescovi (=LV) sull’uso della liturgia romana anteriore alla riforma liturgica del 1970, sarà rimasto immediatamente colpito da una acuta sensazione di spaesamento, fino al punto di chiedersi: in quale tempo, in quale Chiesa, in quale liturgia e in quale messa mi sto imbattendo?

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6 Agosto 2007

LETTERA DA HIROSHIMA

donvitaliano in miscellanea

di T. Hara

Mi ero alzato verso le otto di mattina quel 6 agosto 1945. Il giorno avanti, alla sera, vi erano stati due allarmi, nessuno dei quali seguito da bombardamento… Improvvisamente ricevetti un colpo sulla testa e tutto diventò oscuro davanti ai miei occhi. Gettai un grido ed alzai le braccia. Nelle tenebre, non sentivo che un sibilo di tempesta. Non arrivai a comprendere cosa fosse successo. Il mio primo grido, io l’avevo inteso come se fosse stato gettato da qualcun altro. Poi il mondo intorno mi ritornò visibile benché ancora non nettamente, ed ebbi l’impressione di trovarmi in un immenso cataclisma. Dietro la spessa nuvola di polvere apparve un primo spazio blu, seguito ben presto da altri spazi blu sempre più numerosi. Brevi fiammate cominciarono a sprizzare dall’edificio vicino, un deposito di prodotti farmaceutici. Era tempo di abbandonare quei luoghi. In compagnia di K, mi aprii la strada fra le macerie.

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6 Agosto 2007

6 agosto 1945: sganciata la prima bomba atomica su Hiroshima

donvitaliano in miscellanea

hiroshima.jpg  MAI PIU’!

6 Agosto 2007

su don Gelmini, riceviamo e pubblichiamo

donvitaliano in miscellanea, sociale

Caro Vitaliano,

questa tua posizione mi stupisce non poco. Serve a dividere l’opinione pubblica in innocentisti o colpevolisti a tutti i costi. E a chi giova una simile situazione? Certamente non alla verità dei fatti che dovrebbe essere l’unica cosa da chiedere con forza unita alla richiesta di tenere fuori la politica da questa storia e di lasciar lavorare serenamente la magistratura.

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