30 Novembre 2007

caro papa, ti prego, non far tagliare quell’albero!

donvitaliano in religione

albero_di_natale.jpg      Oh, carissimo Papa,

sono una bambina di nove anni e seguo il Santo Vangelo con fede e vorrei porvi una domanda: è vero che dovranno tagliare un abete di 200 anni per farne l’albero di Natale in Piazza S. Pietro? Io non ho mai visto un’opera simile sulla Terra. Per giunta, non è in una foresta dove bisogna per forza tagliarlo, ma sopra una collina da solo e sembra il Re di quella zona. Io non riesco a capire che senso c’è a tagliare un abete di 2 secoli, tenerlo per pochi giorni poi buttarlo via.

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29 Novembre 2007

padre Pio: un idolo nel tempo immobile dei demoni e dei supplizi

donvitaliano in religione

p._pio.jpg Il documentato e vivace saggio storico di Sergio Luzzatto sfugge a ogni criterio scandalistico e prova a spiegare il perché Francesco Forgione è divenuto la figura religiosa più popolare nell’Italia contemporanea. L’antagonismo tra un sacro recintato nel culto del dolore del frate di Pietrelcina e quello aperto al mondo che si riconcilia con la modernità di papa Roncalli. È questa la tensione che ha segnato la Chiesa cattolica per tutto il Novecento.

di Gianpasquale Santomassimo

Qualche anno fa Marco D’Eramo su queste pagine (6 agosto 2002) notava che Francesco Forgione (Padre Pio) va considerato l’italiano più importante del XX secolo. «Le sue statue crescono come funghi ovunque in Italia: al Sud, dove non c’è centro abitato che non gli abbia eretto un monumento, ma ormai - e con frequenza crescente - anche al Centro e al Nord. I suoi adesivi aderiscono a computer di sportelli bancari e agenzie di viaggio. Sempre più spesso incappi nei suoi santini non solo in commissariati, anagrafi, pronti soccorsi, uffici postali, ma anche accanto ai registratori di cassa di bar ed esercizi commerciali.

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27 Novembre 2007

i conti della Chiesa

donvitaliano in miscellanea, religione

L’otto per mille, le scuole, gli ospedali, gli insegnanti di religione e i grandi eventi. Ogni anno, dallo Stato, arrivano alle strutture ecclesiastiche circa 4 miliardi di euro. I conti della Chiesa ecco quanto ci costa

di CURZIO MALTESE

"Quando sono arrivato alla Cei, nel 1986, si trovavano a malapena i soldi per pagare gli stipendi di quattro impiegati". Camillo Ruini non esagera. A metà anni Ottanta le finanze vaticane sono una scatola vuota e nera. Un anno dopo l’arrivo di Ruini alla Cei, soltanto il passaporto vaticano salva il presidente dello Ior, monsignor Paul Marcinkus, dall’arresto per il crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi.

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23 Novembre 2007

un Lutero australiano?

donvitaliano in religione

Geoffrey_Robinson.jpg  CONVERSAZIONE CON IL VESCOVO ROBINSON

L’ex-vescovo ausiliario di Sydney, ora in pensione, Geoffrey Robinson, molto stimato dai cattolici australiani per l’integrità con la quale ha gestito la risposta agli scandali degli abusi sessuali del clero - con un nuovo libro che occupa le testate nazionali e internazionali - ha provocato risposte al vetriolo dell’area conservatrice in Australia e negli Stati Uniti. Critica la Chiesa per aver semplicemente gestito e non essersi mai confrontata con le cause profonde degli scandali; accusa il papato per il suo silenzio e auspica una totale riforma: un pontificato costituzionale, un ripensamento sugli insegnamenti cattolici in materia di sesso e matrimonio e propone perfino di cambiare alcune frasi del Credo Niceno.

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23 Novembre 2007

un futuro “disobbediente”!

donvitaliano in religione

osare il futuro riscoprendo la pratica della disobbedienza. XVI incontro dei gruppi donne delle cdb

Una nuova tappa del percorso di ricerca sul "divino" dei Gruppi donne delle Comunità cristiane di base: se nell’incontro nazionale del 2006 l’indagine si era soffermata sul "vuoto" in bilico fra "assenza di Dio" e "spazio per il divino", quest’anno – il 13 e 14 ottobre a Pinerolo, anche per festeggiare il ventesimo compleanno del Gruppo donne della città piemontese – il XVI incontro ha avuto come tema e titolo "Il divino: attraversare il presente, osare il futuro". "Decostruire il simbolico religioso ereditato", si legge nella presentazione dell’incontro, "liberare il divino dalle gabbie sacrali che lo hanno imprigionato nel corso della storia e lo hanno separato dalla quotidianità della vita, della nostra vita, nella consapevolezza che da qui occorre passare per dire una ‘parola altra’ sul mondo". "Fra il vuoto, dunque, per riscoprire una spiritualità altra e, nella materialità del presente, la sofia, sapienza di ascoltare il futuro, osare la profezia di donne".

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16 Novembre 2007

XXXIII domenica del tempo ordinario

donvitaliano in religione

Domenica 18 novembre - LUCA 21, 5-19

SCRUTARE I SEGNI DEL TEMPO NUOVI

Nella sua ultima visita al Tempio, Gesù ne preannuncia la distruzione: come quello di Gerusalemme i templi rovineranno insieme alle religioni che rappresentano, e finirà anche il mondo, ma l’amicizia con Dio resterà, al di là di ogni avversità. Gesù non parla della fine ma dell’inizio del mondo nuovo, dal quale, per i “cultori del nome di Dio sorgerà il sole di giustizia” (I lettura).

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13 Novembre 2007

il saluto di mons. Bregantini alla Chiesa di Locri

donvitaliano in religione

LOCRI, 8 NOVEMBRE 2007 - MESSAGGIO ALLA CHIESA DI LOCRI-GERACE IN OCCASIONE DELLA NOMINA AD ARCIVESCOVO METROPOLITA DI CAMPOBASSO-BOJANO

1. Carissimi fratelli e sorelle, carissimo Mons. Vincenzo Nadile, mio fedelissimo Vicario generale; carissimi Presbiteri, Religiosi e Diaconi, con i dolcissimi seminaristi, gioia e corona del mio episcopato; carissime e affettuose consacrate che siete il profumo di Cristo nei tanti paesi della Locride, con tutti i giovani, il coraggio e la speranza di questa terra. Rivolgo un doveroso ossequio a tutte le autorità presenti, di ogni ordine e grado, con un particolare saluto ai sindaci, grato della vostra partecipazione. A tutti voi, carissimi, la luce del Signore Gesù, il Risorto, il Vivente vi doni quella pace che sempre è concessa a chi obbedisce e compie, pur tra tante lacrime, il Suo divino volere, nel quale risiede la vera gioia.

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12 Novembre 2007

la storia siamo noi!

donvitaliano in miscellanea, politica

E’ TEMPO DI TORNARE A GENOVA!
“La storia siamo noi” non è uno slogan. E’ un approccio preciso: da un lato la storia sociale, dall’altro la storia del potere. Chi lo ha cantato in questi anni lo ha fatto con l’istinto di averne vissuto un pezzo importante, ufficiale o ufficioso che sia. E lo ha fatto pensando a Genova 2001, con ogni mezzo necessario.

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3 Novembre 2007

ripartiamo da Genova

donvitaliano in politica, sociale

don_gallo_a..jpg È risuonato in questi giorni uno spontaneo appello: tutti a Genova il 17 novembre.

A mio avviso è ancora una volta indispensabile una unità di intenti, voglia di linguaggi comprensibili, voglia  di sentirsi comunità, la parola non è solo “compagni” ma spesso si usa anche “fratelli”. C’è voglia di solidarietà e di larga partecipazione . La parola speranza è come se modificasse la vecchia utopia riadattandola al vivere precario dei nostri giorni. C’e’ un bisogno impellente di trovare nuovi sbocchi di costruzione della polis democratica, perché la violenza e la distruzione la stanno mettendo in atto i potenti.

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