28 Dicembre 2010

natale 2010: … e venne ad abitare, precario, in mezzo a noi!

donvitaliano in religione

Caro Gesù Bambino,

c’è una categoria di persone le cui fila si ingrossano sempre più nel nostro Paese: i precari. Quelli cioè che devono pregare per ottenere qualcosa. Operai, disoccupati, inoccupati, cassintegrati, ricercatori, insegnanti, universitari, studenti, immigrati … messi nella condizione di supplicare quello che spetta loro di diritto. In questi ultimi mesi molti di essi sono saliti sui tetti, sulle ciminiere, sulle isole, sulle gru, per riaffermare la propria dignità umana e gridare il proprio disagio di precari.

Dai tetti ci sono apparsi non più semplici precari, ma giganti di umanità. Allora ho pensato: se quest’anno Tu dovessi nascere nuovamente, sceglieresti di farlo proprio sui tetti della disperazione e della dignità; e da lì ci chiederesti di aiutarti a “gridare” la nostra speranza, come ci racconta l’evangelista Matteo (10, 27).  

E ripenso al racconto dei Vangeli sulla tua nascita: così sobrio e scarno rispetto alle oleografie edulcorate della tradizione, ai presepi di sughero e cartapesta diventati opere d’arte che ci parlano della sensibilità e del gusto di epoche passate, ma non sanno dirci più nulla di Te. E’ cosi scarno il racconto della Tua nascita nei Vangeli perché deve essere riempito da noi, perché Tu o ti incarni ogni volta nella storia reale e concreta, tra le pieghe e negli scarti della Storia, quella decisa dai potenti, oppure non vieni proprio.

Perciò nel Presepe della mia parrocchia, questo anno, sei nato sul tetto della stalla, per condividere la disperazione di tanti “invisibili” che sono dovuti salire sui tetti delle fabbriche, delle scuole, delle università, dei laboratori di ricerca, per farsi vedere e sentire. E i Magi sono appollaiati su una gru, come quei fratelli migranti che da Brescia ci hanno fatto vergognare di essere italiani e cristiani. Separare, dividere, alzare steccati: noi egoisticamente in paradiso, gli altri inesorabilmente all’inferno. E invece, dobbiamo aprire bene i nostri orecchi al Tuo annuncio antico e sempre attuale: ha inizio il melting pot tra l’uomo e Dio, è già incominciato il meticciato di Dio.

E Tu continui a ripeterci, senza stancarti: “Gridatelo dai tetti” … e dalle gru!                  

     don Vitaliano

6 Dicembre 2010

appello di MicroMega

donvitaliano in sociale

No alla tortura di stato. Proclamiamo il 9 febbraio “Giornata della libertà di scelta sulla propria vita”

Per il prossimo 9 febbraio il Governo ha istituito la Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi. Decisione moralmente mostruosa, poiché offende la memoria di Eluana Englaro, che in quel giorno finalmente vedeva un anno fa rispettata la sua volontà sul proprio corpo. Decisione istituzionalmente irricevibile, poiché ufficializza come “delitto” una sacrosanta sentenza della magistratura. Decisione che infanga la Costituzione, poiché con essa il governo intende addirittura solennizzare la pretesa invereconda che la vita di ogni cittadino, anziché appartenere a chi la vive, sia alla mercé di una maggioranza parlamentare. (continua…)

5 Dicembre 2010

due o tre domande al compagno niki vendola su primarie e democrazia partecipata

donvitaliano in politica

I. Le primarie e la crisi della rappresentanza - Attorno a Niki Vendola si è venuto formando un movimento per il rinnovamento della rappresentanza che si caratterizza, in primo luogo, come tentativo di usare la forma delle elezioni primarie per scegliere i candidati della coalizione di centro–sinistra, tanto a livello nazionale che locale. Va da se che questo movimento non è stato partorito dalla facoltà d’affabulazione del Nostro; piuttosto è il risultato del lavoro collettivo, minuto ma certo non privo di passione civile, di un ceto politico che si raccoglie attorno al governatore delle Puglie. Questo personale proviene, per la parte più consistente e significativa, da Rifondazione o meglio da una sua costola, quella modellata da Fausto Bertinotti; tuttavia, ultimamente, ha subito un tumultuoso accrescimento, immettendo al suo interno esperienze tra loro un po’ eterogenee se non incompatibili: si va dai “furiosi assertori della legalità a tutti i costi”, che per tempo hanno opportunamente lasciato cadere in dimenticanza il conflitto sociale tra le classi, per divenire fautori di una allucinata soluzione finale, della repressione della criminalità a mezzo di leggi e carceri speciali; ai militanti di quei centri sociali che, giusto fino all’altro ieri, avevano denunciato solennemente lo stato agonico della socialdemocrazia, anzi dell’intera sinistra, apprestandosi ad eseguire una pubblica ricognizione di quel cadavere. (continua…)



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