12 Aprile 2007

scoperta: la bibbia non disprezza i gay!

donvitaliano in miscellanea, religione

James Alison, sacerdote gay, è l’autore di un libro illuminante sui rapporti tra fede e omosessualità

James Alison è un teologo inglese, un sacerdote cattolico e un gay dichiarato. Detta così, sembrerebbe una sorta di strana creatura. Metà Luxuria, metà Binetti. In realtà, è un personaggio pacato, consapevole, lieve e misurato nelle parole. Persino spiritoso. Raggiunto sulla chat di Skype, non ha lesinato file di punti esclamativi, come nei fumetti, e le faccine sorridenti degli emoticon. Giusto per commentare lo psicodramma che si sta consumando nel nostro Parlamento, intorno al progetto di legge sulle unioni civili. In Italia è appena uscito un suo libro, dal titolo ‘Fede oltre il risentimento. Coscienza cattolica e coscienza gay: risorse per il dibattito‘, nel quale Alison scava nelle Scritture, cercando, senza trovarlo, quel giudizio sull’amore gay come devianza e fenomeno contra naturam che oggi attraversa e incendia il mondo cattolico. Lo fa servendosi dei grimaldelli interpretativi offertigli da un filosofo - antropologo, teologo- quale Renè Girard. Non a caso il libro è stato pubblicato dalla rediviva Transeuropa Edizioni, che ha di recente inaugurato una collana di studi dedicata proprio al pensatore francese, dopo una serie di scoperte, al limite dell’esoterico, sull’opera dello scrittore Pier Vittorio Tondelli, che con Transeuropa aveva a lungo collaborato e che sarebbe stato segretamente ispirato dal pensiero di Girard.

Quello di Alison è un libro gentile, profondo, che sa  conquistare una certa intimità col lettore, un testo dove la parola evangelica si veste di una tenerezza ben lontana dalla durezza della Chiesa dei nostri giorni. Riecheggia ovunque, come una melodia, l’impianto teoretico di Renè Girard e parole chiave come ‘vittima’  e ’sacrificio’, intorno alle quali si sono incardinati cult filosofici come ‘La violenza e il sacro’ e ‘La pietra dello scandalo’, entrambi tradotti per Adelphi. Alison torna da esegeta su alcuni episodi della Bibbia e della vita di Cristo. Per esempio quello in cui Gesù restituisce la vista ad un cieco, passandogli un velo di argilla sulle palpebre, laddove la cecità veniva ritenuta il segno di una colpa, giustificando l’emarginazione del soggetto dalla comunità secondo una logica di violenza ed esclusione. Cristo, invece, si adopererebbe non tanto per riamettere il miracolato all’interno del cerchio sociale, ma piuttosto per rivelare che ogni essere umano, sebbene cieco -e sebbene gay, verrebbe da dire-, appartiene con uguale dignità alla comunità dei viventi. E’ una logica sovversiva che opera mediante la misericordia, piuttosto che attraverso l’istituzione di una vittima, di un capro espiatorio, e che contro il rigore dei farisei esalta la morbidezza e l’incessante creatività del verbo cristiano. La sua capacità d’interpretare e sussumere la differenza. L’apertura della comunità al reietto è quindi una sorta di allargamento della cittadinanza, per usare un’espressione della modernità che ci riporta direttamente alle cose dell’oggi. Alison, infatti, prende in esame alcuni scandali che di recente hanno riguardato da vicino la Chiesa.

Partendo da un’efficace metafora dell’immaginario gay -quella dell’armadio, come luogo della vergogna, della macerazione interiore e prigione dell’identità sessuale- la Chiesa viene definita appunto come un grande armadio chiuso, dove molti sacerdoti vivono nascosti, in naftalina, condannati al tormento e ad un esiziale autoannullamento delle proprie pulsioni. E’ il caso dell’Arcivescovo di Vienna, che nel 1995 venne sospettato di avere avuto rapporti sessuali con minorenni. In Austria scoppiò una violentissima e lubrica campagna stampa contro l’Arcivescovo, nel corso della quale, secondo l’autore, vennero scatenati i peggiori istinti anticlericali. La Chiesa ne uscì destituendo l’Arcivescovo, facendone un capro espiatorio da offrire in pasto all’opinione pubblica, in obbedienza ad un meccanismo di espulsione e designazione della vittima già ampiamente raccontato nelle opere di Girard. Alison, coerentemente, si spende in parole di pietà tanto per l’ex Arcivescovo quanto per i suoi Torquemada, raccontando al lettore di una Chiesa prigioniera di sé stessa, dove la repressione, il silenzio, la vergogna, alimentano un circuito di sofferenza e agonia, in cui vittima e carnefice diventano figure interscambiabili. Gli episodi che nella Bibbia talvolta vengono usati contro il mondo omosessuale, continua Alison, apparterrebbero alle antiche culture del Mediterraneo, riguarderebbero indistintamente i due sessi, e ricorderebbero da molto vicino quanto raccontato dalle cronache sul carcere di Abu Ghraib. ‘Se vogliamo fare della Bibbia un manuale di regole per odiare qualcuno, troveremo certo il modo di farlo. Ma sarebbe una lettura del tutto strumentale‘, afferma il teologo.

Alison avrebbe preferito che il libro fosse uscito in Italia sotto una luna diversa. Non la delicatissima congiuntura di cui dice di essere ben informato, grazie alle veline di www.noi.it, sito web diretto dall’onorevole Franco Grillini. Rispetto ai DICO, ormai scivolati dall’indicativo presente al condizionale, afferma di preferire la soluzione spagnola e canadese, ‘proprio perché lì si offrono tutti i mezzi e la forza necessaria affinché l’unione fra due individui, anche se dello stesso sesso, possa farsi davvero testimonianza di fede ed espressione divina‘. Lo scorso anno, dice di aver partecipato a due matrimoni gay, uno a Londra, l’altro a Leicester, e di averli trovati ‘molto toccanti, anche per la sensibilità dimostrata da amici e parenti che hanno trovato la scelta degli sposi perfettamente razionale e opportuna‘. Fra il 1981 e il 1995, Alison ha fatto parte dell’Ordine Domenicano. In seguito, è stato oggetto di persecuzioni a causa della sua condizione di sacerdote cattolico apertamente omosessuale, dichiaratosi gay già all’età di diciotto anni ‘per una questione di onestà verso il prossimo e verso me stesso‘. Dopo aver vissuto in diversi Paesi del Sud America, oggi Alison si è reinventato come pastore itinerante, organizzando in diversi paesi del mondo conferenze e ritiri spirituali per sacerdoti. Estraneo ad ogni desiderio polemico, cercando di salvare quel mondo millenario che gli appartiene così profondamente, ‘Fede e risentimento‘ si chiude con parole che a molti potrebbero sembrare persino generose: ‘Preghiamo gli uni per gli altri, ora che ci troviamo insieme a percorrere questo passaggio sorprendentemente colmo di speranza nella vita della Chiesa. Vostro fratello, James‘.  

di Ivan Carozzi, da Il Riformista del 17/3/2007

26 Responses to ' scoperta: la bibbia non disprezza i gay! '

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  1. Roberto said,
    on 12 Aprile, 2007 at 21:52

    Messaggio della Madonna di Medjugorje del 12 settembre 2005 (messaggio straordinario dato a Ivan):
     


     

    Cari figli, vi invito a pregare in modo particolare perchè Satana vuole distruggere i miei piani e le vostre famiglie. Pregate continuamente.
     

     
    Con Rispetto
     

     
    BONI ROBERTO
     
    M.Rotondo Marittimo
     
    (GR)
     

  2. Davide Mocci said,
    on 23 Maggio, 2007 at 14:25

    L’omosessualità non è uno stile di vita alternativo approvato da Dio. Nel futile tentativo di far sembrare che lo sia, spesso predicatori sia omosessuali che laici torcono le scritture. (II Pietro 3:16) Migliaia d’anni fa Dio distrusse Sodoma perché la maggioranza dei maschi di quella città praticava l’omosessualità. (Genesi 19:4-25) Secoli dopo l’apostolo Pietro paragonò gli uomini che imitavano quei sodomiti ad "animali irragionevoli nati secondo natura per esser presi e distrutti". — II Pietro 2:6-13.
    In termini inequivocabili l’ispirato apostolo Paolo condannò sia l’omosessualità maschile che il lesbismo: "Dio li ha abbandonati a vergognosi appetiti sessuali, poiché le loro femmine hanno mutato il loro uso naturale in uno contro natura; e similmente anche i maschi hanno lasciato l’uso naturale della femmina e nella loro concupiscenza si sono infiammati violentemente gli uni verso gli altri, maschi con maschi, operando ciò che è osceno e ricevendo in se stessi la piena ricompensa, dovuta al loro errore". — Romani 1:26, 27.
    Paolo scrisse anche: "Non siate sviati. Né fornicatori, né idolatri, né adulteri, né uomini tenuti per scopi non naturali, né uomini che giacciono con uomini, né ladri, né avidi, né ubriaconi, né oltraggiatori, né rapaci erediteranno il regno di Dio". (I Corinti 6:9, 10) Altre traduzioni della Bibbia rendono l’espressione "uomini che giacciono con uomini" in vari modi come: sodomiti, depravati, maniaci sessuali o semplicemente omosessuali.
    Una
    vita felice senza fine
    I frutti dell’omosessualità non sono nulla di cui rallegrarsi. Possono essere evitati dando ascolto al creatore : "Io, Jahveh, sono il tuo Dio, che t’insegno per il tuo beneficio, che ti faccio calcare la via per la quale dovresti camminare. Oh effettivamente prestassi tu attenzione ai miei comandamenti! La tua pace diverrebbe quindi proprio come un fiume, e la tua giustizia come le onde del mare". — Isaia 48:17, 18.

     
     

  3. stefano said,
    on 6 Giugno, 2007 at 14:30

    Caro Davide,alcune domande da un "quasi credente" scandalizzato per il tuo odio.1. Sodoma era abitata quasi totalmente da maschi omosessuali?? E dove sta scritto di grazia? Inoltre, i visitatori di Lot sono universalmente riconosciuti come angeli - che notoriamente non hanno sesso - quindi i "sodomiti" sono persone che amano la bellezza e desiderano possederla CONTRO la volontà altrui. E’ una parabola contro la sopraffazione e contro chi trasgredisce i sacri doveri dell’ospitalità… A meno di non credere che i racconti di incesto, di stragi e di giustificazione della schiavitù nella Bibbia non giustifichino queste pratiche…2. Citazioni di Paolo e Pietro: perchè mai quando si citano questi autori, ci si scorda che si tratta di testi che hanno un inizio, un corpo e una fine? cioè che fanno un discorso che va seguito e letto tutto, non a pezzi. La lettera ai Corinti, ad esempio, condanna i "sodomiti e gli effeminati (che in realtà sono i molles, cioè i pavidi)" in un paragrafo che descrive la condizione del peccato di TUTTI gli uomini sotto la Legge. Nel paragrafo successivo si dice infatti "E dunque tu non giudicare…" perchè siamo TUTTI peccatori. Perchè questo non viene letto mai, non viene mai citato questo paragrafo?3. Paolo mette chiaramente in evidenza cosa intendevano gli ebrei per "omosessualità" : un atto violento di sopraffazione di un uomno su un altro (spesso schiavo o prostituto) - è eloquente il termine "violentemente"… In cosa una copia di uomini liberi è violento quando si ama e vuole costruire una vita insieme?  Grazie dell’attenzione e spero che tu possa uscire dal tuo risentimento.Stefano 

  4. claudio said,
    on 10 Giugno, 2007 at 22:37

     
    L’orientamento omosessuale è sperimentato con disagio e la persona con grande difficoltà arriva a farsene una ragione e ad accettarsi.
    D’altra parte, la scienza non sa ancora dire con certezza se tale tendenza è innata o acquisita. In ogni caso, nessuno sceglie la condizione omosessuale. A questo livello, pertanto, è ingiusto e offensivo parlare di colpa, peccato, vizio, perversione; è più appropriato, invece, parlare di limite umano.
    Il mancato raggiungimento eterosessuale, infatti, anche se del tutto involontario, non può considerarsi indifferente, quasi fosse una semplice variante della sessualità umana. Al contrario, costituisce un limite e, come ogni limite, è ambivalente: può diventare occasione di crescita umana come di regressione.
    La condizione omosessuale avrà un esito piuttosto che un altro a seconda del modo con cui la persona sa assumerla e viverla. La diversità sessuale non diminuisce la fondamentale uguaglianza di tutti gli esseri umani.
    Prima dell’aggettivo omosessuale/eterosessuale ricordiamoci che viene il sostantivo persona. I valori morali che danno senso all’esistenza sono gli stessi tanto per la persona omosessuale come per quella eterosessuale.
    Da parte della Chiesa, è richiesta una sapiente pedagogia propositiva, capace di ascoltare la persona e la sua storia e, così, proporre e orientare un cammino rispettoso delle persone.
    In linea generale, l’atteggiamento verso le persone omosessuali potrebbe essere così compendiato: a) proporre la realizzazione umana e cristiana attraverso l’accettazione della propria condizione omosessuale, qualora risulti irreversibile; b) incoraggiare le amicizie tra persone omosessuali e offrire un’argomentazione morale convincente perché rimangano entro l’ambito dell’amicizia; c) mostrare l’ideale del legame sociale e del servizio all’umanità; d) comprendersi e realizzare la condizione omosessuale nella visione del Dio che, in Gesù di Nazaret, si è manifestato come amore e liberazione.
    In altre parole, la persona omosessuale (ma anche quella eterosessuale) può e deve formarsi a vivere una soddisfacente vita di relazione. In questa prospettiva occorre offrire occasioni di incontri dove sia possibile fraternizzare, sostenersi nelle difficoltà ordinarie della vita, difendere i propri diritti, e aiutarsi nel cammino della fede.
    La Chiesa, segno e strumento di unità, deve contribuire a sanare i contrasti e le divergenze tra gli esseri umani sulla terra. Una comunità che isola e spinge ai margini anche uno solo dei suoi membri è malata nel profondo e bisognosa essa stessa, per prima, d’essere guarita.
    Occorre, quindi, impegnarsi per una società dove gli omosessuali siano pienamente integrati con il resto dell’umanità; per una società giusta e solidale in cui ognuno dà un contributo per l’umanizzazione della convivenza umana. È necessario promuovere i diritti individuali che gli omosessuali hanno, e quindi denunciare coraggiosamente ogni forma palese o occulta di discriminazione e di emarginazione. Ma va detto, con altrettanta chiarezza, che tra questi diritti non c’è assolutamente il matrimonio omosessuale, come alcuni vorrebbero addirittura con una proposta di legge.
    D’altra parte, è auspicabile che le persone omosessuali comprendano le indicazioni della Chiesa nel loro significato positivo e non le riducano solo al divieto del rapporto sessuale. L’intento pastorale è quello di invitare a dare senso alla vita non a prescindere ma a partire dalla condizione omosessuale, qualora questa sia irreversibile

  5. Giancarlo said,
    on 16 Giugno, 2007 at 12:52

    Un prete che scrive queste cose è davvero uno sporcaccione e un traditore. Sarà un prete ma un prete di satana.
    don vitaliano renderà ragione di tutti gli scandali che sta dando, arriverà anche per lui l’ultimo giorno!

  6. FRANCESCO said,
    on 18 Giugno, 2007 at 14:50

    OMOSESSUALITA: CAMBIARE E’ POSSIBILE !
    ESPERIENZA
    Vincere il male che abbiamo dentro
    L’apostolo Paolo descrisse così questa lotta: "Il bene che desidero non lo faccio, ma il male che non desidero è ciò che pratico". (Romani 7:19) Come Paolo ben sapeva, non sempre ci viene spontaneo fare il bene.
    Ramon era un giovane spagnolo che per due lunghi anni dovette combattere contro le sue cattive tendenze. "Dovetti essere duro con me stesso", spiega. "Fin dall’infanzia avevo avuto la tendenza a condurre una vita immorale. Da adolescente partecipai volontariamente a orge omosessuali, e a dir la verità quel genere di vita mi piaceva". Cosa lo indusse infine a cambiare?
    "Volevo piacere a Dio e appresi dalla Bibbia che egli disapprovava il mio modo di vivere", dice Eugenio. "Così decisi di diventare un altro, di vivere secondo le norme di Dio. Ogni giorno dovevo lottare contro pensieri negativi, osceni, che continuavano ad affacciarsi alla mia mente. Ero deciso a vincere questa battaglia e pregavo incessantemente Dio perché mi aiutasse. Dopo due anni il peggio era passato, anche se devo ancora essere severo con me stesso. Ma valeva la pena di lottare. Ora ho rispetto di me stesso, sono felicemente sposato e, quel che più conta, ho una buona relazione con Dio. So per esperienza personale che i cattivi pensieri, se ci si sforza davvero, possono essere scacciati prima che portino frutto".

     ESPERIENZA
    Un’esperienza
     
    incoraggiante
    "Da ragazzino, mentre ero in collegio, fui coinvolto in pratiche omosessuali, anche se non avevo mai pensato di essere un omosessuale. I miei genitori avevano divorziato e io desideravo tanto l’affetto che non avevo mai ricevuto. Terminate le scuole adempii gli obblighi di leva. Nella camerata accanto alla mia c’era un gruppo di omosessuali. Invidiavo il loro modo di vivere, così cominciai a frequentarli. Dopo un anno mi consideravo un omosessuale. ‘Sono fatto così’, ragionavo, ‘e non posso farci niente’.
    "Imparai il loro gergo e bazzicavo club gay dove droga e alcool circolavano liberamente. Anche se dal di fuori sembrava tutto molto eccitante e interessante, in effetti era disgustante. Nel mio intimo capivo che questo tipo di relazione era innaturale e non aveva nessun futuro.
    "Un giorno passai davanti a una Sala del Regno dei Testimoni di Geova mentre era in corso un’adunanza. Entrai e ascoltai il discorso, che parlava di future condizioni paradisiache. Dopo l’adunanza conobbi alcuni Testimoni e fui invitato all’assemblea. Vi andai e fu una rivelazione per me vedere famiglie felici che adoravano Dio insieme. Cominciai a studiare la Bibbia con i Testimoni.
    "Pur a fatica cominciai a mettere in pratica quello che imparavo dalla Bibbia. Riuscii a liberarmi di tutte le pratiche impure. Dopo 14 mesi di studio dedicai la mia vita a Geova e mi battezzai. Per la prima volta nella vita avevo veri amici. Ho aiutato altri a conoscere la verità della Bibbia e ora servo come servitore di ministero nella congregazione cristiana. Geova mi ha veramente benedetto".
    Siamo
    responsabili delle nostre azioni
    Dare ai geni tutta la colpa per la nostra cattiva condotta non risolve il problema. Anziché aiutarci a superare o ad appianare le nostre difficoltà, fa notare Psychology Today "potrebbe generare un senso di impotenza che è alla base di molti nostri problemi. Invece di ridurre l’incidenza di questi problemi, pare averne favorito la crescita".,
    È vero che dobbiamo lottare contro grandi forze avverse, tra cui le nostre tendenze peccaminose e i tentativi che Satana compie per non farci ubbidire a Dio. (1 Pietro 5:8) È altresì vero che i geni possono influire su di noi in un modo o nell’altro. Ma di certo non siamo senza aiuto. I veri cristiani hanno potenti alleati: Geova, Gesù Cristo, lo spirito santo di Dio, la sua Parola la Bibbia e la congregazione cristiana. — 1 Timoteo 6:11, 12; 1 Giovanni 2:1.
    Prima che la nazione d’Israele entrasse nella Terra Promessa, Mosè ricordò al popolo la responsabilità che aveva davanti a Dio, dicendo: "Ti ho messo davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; e devi scegliere la vita per continuare a vivere, tu e la tua progenie, amando Geova tuo Dio, ascoltando la sua voce e tenendoti stretto a lui". (Deuteronomio 30:19, 20) Anche oggi ogni persona responsabile ha l’obbligo di prendere una decisione personale riguardo al servire Dio e al fare ciò che egli richiede. Spetta a voi scegliere. — Galati 6:7, 8.

  7. stefano said,
    on 25 Giugno, 2007 at 08:16

    Queste teorie piscologiche sono SPAZZATURA. Nessuno di questi sedicenti psicologi ha mai pubblicato un solo riusultato sperimentale serio. E lo studio di Spitzer su un ipotetico cambiamento dell’orientamento sessuale è stato durissimamente contestato sul piano statistico e metodologico (si badi non sul piano politico).Usare la Bibbia per avere risposte scientifiche è SCANDALOSO e PERICOLOSISSIMO, e chi lo fa ne risponderà sempre, perchè è PERVERTIRE UN TESTO DI FEDE. Credo che sia uno dei peccati peggiori: che fosse questo il peccato contro lo Spirito, che non può essere perdonato?

  8. remo said,
    on 27 Giugno, 2007 at 18:02

    Sono molto d’accordo con francesco, posso non condividere totalmente, ma sono convinto che ciascuno è responsabile del proprio comportamento e davanti a DIO un giorno dovremo renderne conto, che ci piacia o no. 
    Mi dispiace, caro stefano, quando la bibbia dice certe cose c’è poco da pervertire, per usare le tue parole, il testo di fede del quali parli,
    esprime chiaramente il concetto e il pensiero di Dio anche riguardo a questi argomenti, e lo fa in maniera estrememente chiara, ti piacia oppure no. 

  9. stefano said,
    on 22 Agosto, 2007 at 11:34

    Caro Remo,di che Bibbia parliamo? del Levitico? Dunque
    bisogna ritenere che non possiamo andare vestiti di cotone e lana o
    misto acrilico perchè sono epsressamente proibiti i vestiti di due
    stoffe. Certo tu riterrai che i gamberi siano puri, visto che nei
    Vangeli Gesù dichiara puri tutti gli alimenti, ma cosa mi dici del
    toccare i cadaveri? E le donne mestruate? E della schiavitù? Ne
    vogliamo parlare? Il Pentateuco la permette e in nessun libro del
    Vecchio o Del Nuovo Testamento essa viene abolita o dichiarata
    immorale: Paolo ingiunge agli schiavi di rimanere fedeli ai loro
    padroni. Inoltre in nessun punto della Bibbia si parla chiaramente
    contro la pena di morte,  tuttavia oggi molti cristiani sono persuasi
    che sia immorale.  O forse nel dubbio è meglio proibire tutto ciò che non è
    espressamente permesso, stile Hobbes?Caro Remo, posso prendere a modello Elia, quando comanda di massacrare i sacerdoti di Baal dopo la prova che questi falliscono? Come giudicheremmo noi oggi quest’atto?  Alcuni musulmani lo riterrebbero pienamente lecito…Caro Remo, vorrei invitarti
    a fare un esperimento: prova a leggerti proprio i primi due capitoli
    della lettera ai Romani, senza badare ai versetti e alle suddivisioni
    (credo saremo d’accordo nel dire che i numeri dei versetti non li ha
    messi Paolo)… Che impressione ti fa? E’ una predica contro
    l’immoralità dei costumi o contro l’orgoglio di chi giudica? Sai in
    quella lettera paolo dice che "sei inescusabile tu che giudichi e fai
    le stesse cose" - a prenderlo alla lettera direi che nella
    chiesa di ROma a quel tempo se la spassavano proprio! E non erano
    proprio raccomandabili (non solo adulteri fornicatori crapuloni
    sodomiti  ma pure assassini, traditori, ladri… bella gente!)…E’
    ovvio che l’oggetto della predica è l’attitudine a ergersi giudice
    degli altri. Io però non lo prendo alla lettera. Interessante no?Ora
    però dimmi, io so che il comandamento più grande è amare Dio e il
    prossimo come se stessi: essendo gay e volendo costruire una vita con
    un altro uomo, dimmi in cosa non amo il mio prossimo? Come puoi
    giudicare la qualità del mio amore? In base a cosa, non avendo che
    prove del contrario da parte della scienza e del buon senso. Da quando
    "pratico" l’omosessualità, cioè amo, sono una perosna migliore: ho
    imparato molto su di me e sugli altri. Ho sbagliato come molti miei coetanei
    etero, ma in cosa l’atto in sè è sbagliato? E’ un problemai di orifizi?
    O di seme sparso a terra? Violo la legge del levirato? Compio un atto
    che mi rende ritualmente impuro perchè lo sperma non va mischiato agli
    escrementi? Ma scusa, allora non si deve fare sesso con la propria
    moglie quando ha le mestruazioni, perchè in quel perido lo sperma si
    mischia a sangue rappreso. Ed inoltre come comportarsi con i rapporti
    orali? O è solo un problema di procreazione? Bene allora chiediamo
    espressamente la castita degli sterili! Che restino casti - il sesso
    serve a procreare. E sopratutto, il mio atto non è diverso da quello di chi fa sesso con la propria moglie e usa anticoncezionali, o gli scappa per una volta di fare qualcosina di diverso… Insomma dire che pervertisco la Natura è risibile, visto che in natura l’omosessualità c’è e come, dire che non procreo, mi rende paragonabile a chi usa anticoncezionali. Di nuovo dove sbaglio?

    Insomma da qui non credo che si scappi.  Non credo che la bibbia
    indichi atti singoli come giusti o sbagliati, è interessata alla
    relazione ed al loro significato: quindi chiediamoci - che significa
    che io bacio ed abbraccio il mio ragazzo? Che ne desidero il male? Sono
    paragonabile ad un ladro che ruba? o ad un drogato che è totalmente
    centrato su di sé?
    Cordialmente,Stefano

  10. Massimo said,
    on 9 Aprile, 2008 at 12:51

    Mi chiamo Massimo e vivo come cristiano testimone di Geova dalla nascita. Mi rendo perfettamente conto in prima persona quanto sia complicato realizzare prima di tutto di essere realmente gay. Laccettazione poi non è conseguente alla realizzazione. Se poi a tutto questo aggiungiamo che i principi morali a cui siamo stati educati spesso mettono ancor piu’ in crisi il soggetto in quetione, beh direi che davvero la gestione di tutta la faccenda diventa certo faticosa e spiazzante.
    Io ho 34 anni e ho sempre provato attrazione per il mio stesso sesso.
    Ad un certo punto ho dovuto fare i conti con me stesso e la mia natura.
    Ho deciso quindi di sperimentare di persona se i principi contenuti nella parola di Dio la bibbia erano veritieri oppure no.
    In altre parole mi sono chiesto: se Geova davvero vieta questa pratica per il mio bene questo vuol dire che trasgredendo questo principio, per contrasto saro’ infelice. Non trovero’ sollievo e soddisfazione a vivere questo stile di vita.
    Cosi’ abbandonai Geova e la sua organizzazione e iniziai a frequentare un ragazzo con cui poi andai a convivere per un periodo di tempo.
    Frequentavo tutti i locali Gay della mia zona e feci numerose amicizie nell’ambiente omosessuale.
    Devo dire che ora conosco davvero il mondo Gay. conosco cio’ che propina e cio’ che offre.
    la definizione che la bibbia fa del vero amore è la seguente:
    l’amore è longanime e benigno. l’amore non è geloso, non si vanta non si gonfia. Non si comporta indecentemente, non cerca i propri interessi. Non si irrita, non tiene conto del male. Non si rallegra dell’ingiustizia ma si rallegra della verità.
    Copre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.
    L’amore non viene mai meno. 1 Corinti 13.
    Io vorrei con tutto il rispetto del mondo un onesto parere di coloro che hanno tutti i giorni a che fare col mondo gay.
    Ditemi in tutta onestà quanto amore di questo genere avete provato o notate o manifestate o apprezzate nell’ambiente…
    Il mondo omosessuale e colmo di tradimento, scambi, bugie, slealtà e tanta tanta sporcizia. E’ ricordate che l’accezione non fa che confermare la regola!!
    Si’. anche il mondo etero non è dei migliori è vero.
    Ma ci sono tantissimi esempi, molteplici esempi di coppie etero stabili, esemplari, leali l’uno all’altra e dopo decenni di matrimonio…
    quante ne conoscete nel mondo gay?
    Ora sono tornato a Geova al mio Dio e invito tutti coloro che forse erano testimoni dell’Iddio altissimo di riflettere sul meravilgioso privileggio che avevano di far parte di un popolo puro.
    Senza per questo voler offendere chi ha una propri fede religiosa diversa da questa.
    Ora sono felice anche se rinuncio e lotto tutti i giorni conotro la tendenza a sbagliare.
    Ma chi smette di lottare è un uomo morto.

  11. SANDRO said,
    on 11 Maggio, 2008 at 12:49

    CHIEDEREI GENTILMENTE A MASSIMO DI METTERSI IN CONTATTO CON ME. AVREI BISOGNO DI PARLARGLI.
    GRAZIE

  12. SANDRO said,
    on 11 Maggio, 2008 at 21:03

    DIMENTICAVO DI DARE A MASSIMO LA MIA MAIL: sciutti@libero.it
    TI PREGO DI SCRIVERMI IL PRIMA POSSIBILE, IL TUO COMMENTO MI HA COLPITO MOLTO E VORREI APPROFONDIRE L’ARGOMENTO CON TE. GRAZIE.

  13. federica said,
    on 30 Maggio, 2008 at 10:50

    Massimo, grazie per la tua testimonianza!!!!

    Don Vitaliano… aiutare, sostenere, amare una persona non significa farle credere che tutto ciò che fa è giusto!
    Non so come tu, prete, sia arrivato a certe conclusioni, ma sappi che in questo modo (esattamente come chi, sbagliando, rifiuta i gay, li condanna in quanto tali, gli sbatte le porta in faccia) stai aiutando… si: stai aiutando ad allontanare da Dio, a prendere strade sbagliate, a confondere i cristiani, a creare disunione nella comunità cristiana!

    Stai attento perchè sei responsabile verso tutte le persone che ascoltano le tue parole, spero e prego almeno che tu faccia tutto “in buona fede”…

  14. Vivamus said,
    on 29 Gennaio, 2009 at 13:07

    Sono gay e cattolico e credetemi è facile giudicare dal di fuori, prima di scoprirmi così lo facevo anche io…se non ci passate non potrete mai capire il dissidio e il dolore che si prova…

    so che la voglia di giudicare è tanta, è molto forte, siamo sempre pronti a vedere la pagliuzza nell’occhio del fratello…

    la nostra è una situazione difficile siete bistrattati perchè cattolici e nemmeno cattolici veri perchè avete il marchio di gay. un mio amico messicano i cui genitori sn separati si sente dire dalla madre che è un figlio degenere perchè gay, che è una vergogna per la famiglia perchè san paolo scrisse nella lettera tale che….

    io non approvo la cultura gay, gli ambienti gay, tutt’altro non ci sn mai stato nè ci andrò, il gay pride è una pagliacciata, ma questi ambienti esistono anche nel mondo etero non è così? Certo forse buona parte dei gay vive una vita dissoluta. io no, sto cercando l’amore e non ho colpa se mi piacciono gli uomini. siamo gay, siamo cattolici, saremo forse non moltissimi, ma siamo diversi da chi vive una vita sregolata
    Vi dico di più ho 24 anni e sono ancora vergine sebbene gay…non siamo tutti bestie immonde e depravate

    pensate sia facile accettarsi così? deludere le aspettative dei tuoi familiari, che anche se ti vogliono bene, si chiederanno dove hanno sbagliato, che cosa c’è stato che non va…

    La Chiesa ci dice che siamo figli di Dio, ma ci dice di stare buoni in un angoletto senza fare nulla, siamo figli scomodi, di cui non si va orgogliosi…quasi figliastri…

    e dov’è l’Amore di Dio? La mia non è stata una scelta, sono nato così, non sento che sia un peccato…perchè io non sono degno di provare amore?

    Volevo dire a Massimo che io non ho smesso di lottare, anzi la mia vita è una lotta continua

    Grazie don Vitaliano, grazie perchè nella Chiesa ci sono pastori che hanno il coraggio di amare tutti senza paura delle reazioni dei farisei di oggi. proprio come ha fatto Gesù.

    Vi volevo poi invitare a leggere la “lettera a un giovane cattolico gay” dal sito di James Alison http://www.jamesalison.co.uk/it/index.html
    e la testimonianza di mons J. Teery Steib, vescovo cattolico di Memphis http://www.mediafire.com/download.php?jhmnzmdndmj
    perdete questi cinque minuti, vedrete che ne sarà valsa la pena

    Il Signore vi benedica e se potete ricordatemi nelle mie preghiere

    P. S. Se volete scrivermi per scambiare qualche parere mi farebbe piacere: vivamus@hotmail.it (soprattutto mi piacerebbe scambiare 4 chiacchiere con Stefano e tranquilli che non sono in cerca di uomo ;)

  15. Vivamus said,
    on 29 Gennaio, 2009 at 13:09

    volevo dire a Federica che io non mi sento lontano da Dio e la disunione, il solco tra me e la Chiesa è alimentato da persone che la pensano come te…ma nonostante questo so che Dio mi ama :)

  16. andrea said,
    on 8 Febbraio, 2009 at 23:10

    Io sono gay, 23 anni, bel ragazzo e sensibile, amato da amici etero e non…la mia vita sociale è ora perfetta, ma essendomi dichiarato gay a 15 anni, ho subito violenze indesrcivibili dai miei compagni di classe….e qui mi scatta il paragone! Io, che vado a messa sempre, rispetto i comandamenti e aiuto tanta gente ( e se dico che la aiuto non è per difendere la categoria ma è perchè offro aiuti concreti davvero) sono stato picchiato a morte e costretto ad ingoiare sigarette spente nell’urina dagli altri bambini eterosessuali….chi tra ,me e loro davanti al cospetto di Dio sara avevro peccatore? Inoltre, d’accordissimi sul fatto che l’ambiente gay è promiscuo, dico che ho avuto una sola stroia durat sei anni, una storia meravigliosa dalla quale sono uscito a pezzi, come succederebbe ad un eterosessuale! Il marcio c’è da per tutto, etero gay o trans….e la gente ancora si appella alla Bibbia per discrminare? Volevo ricordare che Ismaele, il primo figlio di Abramo dalla quale è poi venuta tutta Israele, è nato dal rapporto tra Abramo e la schiava di sua moglie, poichè quest’ultima non poteva averne! Mi sembra ovvio che se discriminate noi omosessuali in base alla Bibbia, dovreste ripudiare voi stessi fin da principio, in quanto figli di un tradimento ( tutta la generazione di oggi deriva dal rapporto tra Abramo e la schiava)! Non credo che io verro guidicato da Dio perchè omosessaule, in quanto gli unici peccati che posso compiere sono rispondere male ai miei o reagire impulsivamente a volte! Non faccio sesso tanto per piacere fisico ( e anche chi lo fa e si pente va bene, visto che Dio perdono la Maddalena)….fatela finita di criticare, perchè secondo me è proprio la vostra mente bigotta che lanciando discrminazioni cosi infondate, trasgredisce le parole di Dio, e cioè ” Non giudicate se non volete essere giudicati”

  17. andrea said,
    on 8 Febbraio, 2009 at 23:17

    Dimenticavo di aggiungere che secondo la Genesi, fu la moglie di Abramo a obbligare esso ad andare con la schiava, sotto suggerimento di Dio..cosa dobbiamo pensare allora? Che Dio era un perverso visto che gia da principio istigava al tradimento ed allo sfruttamento sessuale degli schiavi? Sono felice quando leggo le parole di un gay cristiano come Vivamus, perchè mi fa credere che c’è ancora gente che ragiona…invece di criticare i gay, e ripudiarli peccatori immorali e disobbedienti, stasera, dite una preghiera per Eluana Engraro e chiedete di salvarle la vita senza star li a pregare per far guarire noi da un male che non abbiamo. Vivamus, mi piacerebbe scambiae opinioni con te al riguardo, ho trovato la tua lettera sincera, intelligente….un bacio a tutti ( sempre che non siano baci indegni)

  18. Vivamus said,
    on 29 Marzo, 2009 at 15:43

    Ciao andrea un abbraccio affettuoso e sincero

    se vuoi scambiare qualche mail fallo pure a vivamus@hotmail.it

  19. sandro said,
    on 18 Aprile, 2009 at 22:24

    QUALCUNO MI PUO’ DARE L’E-MAIL DI MASSIMO PER FAVORE?? NON MI HA ANCORA CONTATTATO…

  20. Mario said,
    on 29 Maggio, 2009 at 18:51

    Non so se sarò in tema e me ne scuso fin d’ora. Ho scoperto in questi giorni il sito ed ho letto la lettera a un giovane cattolico che come molte altre spade tratte a difesa degli omosessuali sono quasi sempre ben argomentate e che lasciano speranze abbastanza concrete nell’accettazione di questa inclinazione e di sentirsi il più possibile con “la coscienza a posto”. Ho più di cinquantanni, sposato, riavvicinatomi da pochi anni alla vita cristiana e cattolica che cerco di rispettare nelle sue regole. Cerco di ridurre sempre più i miei giudizi su qualsiasi cosa o persona e non solo per l’intensissima consapevolezza di essere attratto fortissimamente da un rapporto relazionale con un uomo anzichè con una donna come mi è capitato da circa quattro o cinque anni, dopo un sogno incredibile di stampo così chiaramente confermativo della mia scoperta omosessualità che il solo pronunciare o pensare la parola mi affascina e mi coinvolge tutto ogni volta che mi capita (ed avviene sempre molto spesso). Ho lottato e lotto continuamente perchè il Signore allontani da me questa “tentazione” a volte come in questi giorni cosi’ assillante, coinvolgente, totalizzante. Ma non ci riesco. So di essere in peccato e me ne dolgo tantissimo, per le mie responsabilità. Ho cercato di curarmi con la confessione, ma e non voglio con questo giudicare negativamente i sacerdoti ai quali mi sono rivolto che probabilmente non hanno la bacchetta magica, devo comunque affermare che molte volte ho trovato un’accoglienza diciamo così estremamente spicciativa, ma non soltanto per la mia dichiarata inclinazione.
    Insomma non voglio farla troppo lunga. Ma non capita a nessun altro di provare non una tensione ma proprio un indirizzamento talmente forte e diretto a pensieri, fantasie, rapporti omosessuali come una vera e propria (forse unica) maniera di amare, di donarsi e di essere a volte difficoltosamente, faticosamente accettati dall’altro affettivamete e perchè no anche sessualmente anche per accettare (lo dico senza volermi issare su un piedistallo di superiorità) un altro che forse ha difficoltà ancora più grandi delle nostre e cercare di aiutarci tutti a vivere un po’ meglio? Mi scuso per la prolissità e per la confusione delle mie idee. Ma è bello e credo cristiano anche poterle esprimere con le nostre limitatezze.

  21. alex said,
    on 29 Giugno, 2009 at 23:13

    Menomale che ci sono anche sacerdoti come don vitaliano! Leggendo i commenti lasciati da Remo, Federica e Davide c’è da mettersi le mani in testa!: persone che si arrogano il diritto di giudicare e condannare!
    Ma che cosa potete mai sapere voi che cosa passa nel cuore di una persona? Anche i gay hanno diritto di vivere l’amore e di godere di questo sentimento e non soltanto gli etero!

  22. annarita said,
    on 21 Agosto, 2009 at 01:26

    Cari ragazzi, spero sia ancora aperto il discorso e di non essere arrivata troppo tardi. Che Dio ami gli omosessuali è fuori dubbio. Ma che l’omosessualità sia giusta d’avanti a Dio è un altra cosa. In molti passi Lui la condanna. Non possiamo strappare le pagine dalla Bibbia e farci più buonisti di Lui o far dire alla Bibbia cose che non dice. Comunque una cosa è certa: per Dio il peccato è peccato, e non c’è differenza tra un peccato e un altro. Molti per esempio attaccano i gay ma vivono lo stesso una vita di fornicazione avendo rapporti sessuali con la propria fidanzata PRIMA DEL MATRIMONIO!!! Però sono etero, e quindi si sentono apposto!! Ma non sanno che la Bibbia parla della fornicazione come di qualcosa di molto grave: “i fornicatori non vedranno il regno dei cieli”… Quindi, ognuno deve RAVVEDERE LA PROPRIA POSIZIONE DI FRONTE ALLA SANTITA’ DI DIO! IL SEGRETO QUINDI E’ QUESTO: Mettiamo le nostre debolezze al cospetto di Dio, e Lui ci darà la forza di lasciarle!! E’ la potenza dello Spirito Santo che trasforma i cuori e dà la forza di allontanare le tentazioni. Il problema è che la Chiesa ormai non conosce più le Potenza di Dio! Ci si preoccupa solo di organizzare processioni, nelle quali anzichè la VITA di Cristo, c’è il torpore spirituale (lo dico da evangelica!) Se invece si invocasse la Potenza di Dio e si insegnasse ai giovani ad avere un rapporto personale con Gesù, allora molte debolezze e molti demoni, come il demone di fornicazione, se ne andrebbero a gambe levate!! Come disse Gesù? “Nel mio nome avete la forza di schiacciare scorpioni e serpenti..” E Paolo apostolo disse: “LA POTENZA DI DIO SI DIMOSTRA PERFETTA NELLA MIA DEBOLEZZA! Allora giovani, omosessuali e non! Arrendete ogni area della vostra vita a Cristo, smettiamola di nasconderci dietro i peccati degli altri, smettiamola di GIUSTIFICARE PECCATI E DEBOLEZZE e impariamo a lasciare che il SIGNORE tolga da noi ciò che non va bene e che ci impedisce di vivere una vita Santa come lui è SANTO. E’ Scritto: “siate Santi, come Io sono SANTO”. Ovviamente non possiamo farlo con le nostre forze, ma ciò che possiamo fare è di arrendere la nostra vita all’opera dello Spirito di DIo”. Quanti pregano solo la domenica e poi non fanno altro che guardare la Tv per 15 ore e si dimenticano di farsi modellare da Dio? in questo modo non scende la presenza di Dio, non di certo di fronte la Tv, ma se mai scendono altri spiriti, di seduzione, profanazione, ecc.. E poi ci lamentiamo che siamo cristiani deboli, qualunque sia la debolezza. La Bibbia non fa distinzione di peccati… Omosessualià, invidia, calunnia, adulterio, fornicazione!! TUTTO ci può dominare se non ci facciamo guidare dalla Potenza di DIO!!!! se qualcuno vuole contattarmi ditemelo

  23. Aurelio said,
    on 30 Agosto, 2009 at 12:14

    Mi spiace di essere giunto tardi.
    Mi sembra comunque che le parole di Annarita siano le più sagge. Non stravolgiamo le parole della Bibbia, e soprattutto dei Vangeli (dico soprattutto perchè Gesù è venuto a perfezionare ciò che era scritto nell’AT) e negli scritti dei padri della Chiesa. Mai si è letto che l’omosessualità è una cosa “normale” e quindi positiva. Anche però chi non si astiene da pensieri, parole, opere contrarie al sesto comandamento è parimenti colpevole. Una sola cosa aggiungerei: c’è peccatore e peccatore. Lo stesso peccato può essere il prodotto di una colpa più o meno grande (situazioni, educazione ecc) e noi, giustamente, non siamo in grado di dare un giudizio su questa gravità. Solo Dio può farlo.
    Se Annarita vuole darmi l’indirizzo la contatterò.

  24. annarita said,
    on 25 Settembre, 2009 at 15:57

    Ciao Aurelio, perdona il ritardo : annarita.bruni@libero.it

  25. on 29 Marzo, 2010 at 14:18

    INDIPENDENTEMENTE DALLE FILOSOFIE RELIGIOSE, LA NATURA INSEGNA CHIARAMENTE CHE PER PRODURRE UN UOMO OCCORRE IL SESSO OPPOSTO, QUANDO DUE DELLO STESSO SESSO PRATICANO ATTI SESSUALI E CHIARAMENTE CONTRO NATURA. POI SE CI SI VUOLE CONVINCERE DEL CONTRARIO LA OCCORRE LA FILOSOFIA PERCHE DIVERSAMENTE è IMPOSSIBILE ACCETTARE L’OMOSESSUALITA.

  26. olac said,
    on 6 Aprile, 2010 at 13:48

    Scusate, ripropongo il mio contributo perché nella prima versione, una parte è stata soppressa.

    Ciao a tutti, ho scoperto tardi questo sito, ma ringrazio coloro che sono intervenuti per gli interessanti spunti di riflessione.
    Sono gay cattolico e so cosa vuol dire la discriminazione. Sono d’accordo con Annarita sull’invito alla santità che riguarda tutti, senza distinzioni di inclinazioni sessuali. Non credo molto alle “guarigioni” che qualcuno professa (da omo a etero), sicuramente si tratta di bisessualità e non di omosessualità piena. Chi è veramente omo non pensa di voler cambiare la sua natura. Semmai pensa ad accettarla… e per alcuni è un dramma. Chi è bisex invece pensa di far prevalere una forma o un’altra della sua sessualità. Porrei una domanda un po’ provocatoria a tutti gli intervenuti. Si può dire a un albero: cresci pure ma non fare foglie!? Fuori metafora, da un lato va bene l’invito alla santità e ad allontanarsi dalle suggestioni del demonio, ma come si fa a non fare l’amore con il proprio partner? Preciso che mi riferisco a coppie stabili e non a chi pratica il sesso girovago. Per chi mi volesse contattare sono su msn: olac@hotmail.it. Grazie in anticipo a chi mi risponderà.

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