28 Marzo 2006

Francia: No alla precarietà!

donvitaliano in politica, sociale

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… con i manifestanti francesi!

Uno "sciopero generale", o come gridavano in piazza a Parigi un "sogno generale", convocato da 12 fra le più grosse organizzazioni sindacali francesi che ha coinvolto tutti i settori. Nei trasporti pubblici l’adesione è stata superiore al 50%. Sono state 135 le città francesi, circa 3 milioni di persone, scese in piazza con scioperi e cortei per protestare contro la legge sul primo impiego e la precarietà. Il contestato CPE, voluto da Dominique de Villepin, permette ai datori di lavoro di licenziare senza giusta causa i giovani sotto i 26 anni dopo un periodo di prova di due. A Parigi una manifestazione grandiosa e straordinaria, è partita da Place D’Italie alle 14.00 per arrivare a Place de la Republique. Mentre il corteo stava per entrare in piazza ci sono state cariche da parte delle forze dell’ordine per disperdere la folla, accerchiandola e bloccando le uscite della piazza, respinte per diverse volte dai manifestanti.

(fonte: www.ilcorriere.it - 28.03.06): PARIGI - Secondo i sindacati francesi lo sciopero generale promosso in tutto il Paese contro il Cpe, la contestatissima nuova legge sul primo impiego, è stato un successo superiore alle previsioni: tre milioni sono scesi in piazza per unirsi alle manifestazioni di protesta contro il governo. «Un dato storico», è stato il commento degli organizzatori. La stessa polizia aveva ammesso che la partecipazione odierna è stata persino più elevata rispetto a quella egistrata il 18 marzo scorso, in occcasione di analoghe dimostrazioni.

INCIDENTI - Si sono registrati anche alcuni incidenti alla grande manifestazione di Parigi contro la legge sul contratto di primo impiego. Un gruppo di giovani a volto coperto ha rotto le vetrine di un bar e aggredito alcuni manifestanti. I provocatori, dopo avere tentato invano di fare irruzione in un supermercato poco distante da Place d’Italie, hanno attaccato una vicina caffetteria rompendo le vetrine.

TRASPORTI IN TILT - Fin dal primo mattino gli effetti delle agitazioni si sono ripercossi pesantemente sugli utenti, con il sistema dei trasporti pubblici letteralmente in tilt: i soli collegamenti ferroviari a non risentirne sono stati quelli internazionali da Parigi, come l’Eurostar per Londra o il Thalys verso Bruxelles e Amsterdam. La compagnia statale «Sncf» ha reso noto invece che stanno funzonando regolarmente appena due «Tgv» su tre, i treni ad alta velocità vanto della tecnologia nazionale; lo stesso dicasi per il 40 per cento degli altri convogli a lunga percorrenza, e per circa metà di quelli suburbani. Nella capitale la metropolitana è piombata quasi subito nel caos, così come i servizi di autobus diretti dalla periferia in centro. Situazione analoga, per fare soltanto alcuni esempi, a Bordeaux, Lilla, Marsiglia, Strasburgo. Alle manifestazioni, che segnano il quinto giorno complessivo di proteste in tutto il Paese, aderiscono anche i lavoratori della compagnia di bandiera «AirFrance», e le autorità aeroportuali hanno avvertito di aspettarsi ritardi, cancellazioni e disguidi, invitando i passeggeri a tenersi in contatto con i rispettivi vettori per evitare brutte sorprese.

GLI ALTRI DISAGI - Non sono però circoscritti ai trasporti i disagi odierni: nel prosieguo lo sciopero farà sentire le proprie conseguenze anche per chi si rechi in banca, alla posta, negli uffici pubblici o a scuola; persino il collocamento avrà i battenti sbarrati. I giornali, per di più, in massima parte non sono usciti in edicola. Lavoreranno per contro, e maggiormente rispetto al solito, le forze dell’ordine: solamente a Parigi nel pomeriggio è attesa una nuova marcia cui dovrebbero prendere parte decine di migliaia di persone tra studenti e lavoratori, e per l’occasione sono stati mobilitati rinforzi straordinari per polizia e gendarmeria, nel timore che le dimostrazioni possano degenerare; com’è accaduto nel recente passato.

Varie realtà di comunicazione indipendente che lavorano in Europa, www.insutv.it, www.globalproject.info, www.regardeavue.com e www.videobaseproject.net, vogliono provare a costruire, in questi giorni di intensa mobilitazione contro il CPE un dispositivo comunicativo in grado di far connettere, in maniera ricca e autonoma, le varie realtà di movimento che stanno seguendo quello che in francia sta accadendo. Il movimento No CPE ha tratti che somigliano, tanto nella composizione sociale (ampiamente studentesca) quanto nelle parole d’ordine, ovvero resistenza ad un processo di selvaggia precarizzazione della propria esistenza, al movimento universitario che pochi mesi fa ha occupato le facoltà italiane tanto a Roma, Padova, Milano, Bologna, Torino, Lecce e non solo….. utilizzando la rete e la possibilità di fare video conferenze con un software semplice come skype, a partire da questa settimana, si cerca di costruire degli spazi di comunicazione, di racconto, di autonarrazione tra le realtà sociali che si muovono contro la precarietà e la rivendicazione di nuovi diritti sociali. Attraverso il collettivo http://www.telesorbonne.com, e collettivi di studenti universitari che sono attivi nella comunicazione indipendente, all’Academie des Beaux Arts, ecc., si cerca di trasformare l’atrio di Paris VIII in un laboratorio di confronto, di scambio, di relazione in grado di produrre parole comuni, dove le pratiche dell’essere contro, della resistenza, si trasformino in una esperienza dell’essere in comune…

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