12 Luglio 2008

l’impronta del razzismo

donvitaliano in miscellanea

improntaIn tanti hanno lasciato le impronte per un’iniziativa singolare quanto provocatoria. Lo slogan è «L’impronta del razzismo». E in quasi quattro ore di banchetto all’aperto sono stati in 400 ad avere scelto di intingere le dita nell’inchiostro per completare il modulo, corredato di nome e cognome, che tra non molto sarà spedito al Presidente della Repubblica. La manifestazione di protesta contro la proposta del Governo di prendere le impronte ai bambini rom è andata in scena anche nella città di Avellino. Il gazebo è stato allestito ieri pomeriggio dinanzi la villa comunale. In campo l’associazione Libera, la Bottega del commercio equo e solidale, la Caritas e moltre associazione di volontariato. «Quello che vuole fare questo Governo - ha ripetuto ai passanti don Vitaliano Della Sala - è una chiara violazione dell’articolo 3 della Costituzione che sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini. Prendere le impronte significa volere discriminare. Lo dico da cittadino e da prete: siamo tutti figli di Dio e le persone vanno rispettare per quello che sono. Ogni schedatura è sempre sbagliata». Secondo gli organizzatori della pacifica forma di protesta, l’intento del ministro Maroni è quello di generalizzare. «Chi sbaglia paga - ha specificato ancora don Vitaliano Della Sala - sia esso straniero o italiano. Non tutti i rom sono delinquenti come non tutti i preti sono pedofili. Rilevare le impronte significa bollare i rom come criminali».

(Amedeo Picariello – IL MATTINO 12/07/2008)

4 Responses to ' l’impronta del razzismo '

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  1. sdrummelo said,
    on 14 Luglio, 2008 at 12:51

    L’impostazione xenofoba, fascista e poco “repubblicana” del governo è piuttosto evidente, specialmente per chi la vede da fuori dai confini nazionali, in quanto l’informazione non è filtrata dai mille censori (più o meno) “grigi” dell’informazione italiana.

    Cavalcando l’onda dell’odio e della “disperazione”, si indirizza il pensiero del popolo verso fin troppo facili capri espiatori…

    Personalmente ritengo che tener traccia dei bambini rom in Italia non sia un’idea malvagia, ma il contesto e le modalità con cui le ultime iniziative in materia di “sicurezza” sono state poste in atto sono abbastanza allarmanti…

    Piuttosto credo che sarebbe molto più utile, nonchè etico, investire nella creazione di un database contenente TUTTE le impronte digitali (nonchè il DNA) di TUTTI i cittadini residenti o domiciliati in Italia, nativi o immigrati che siano… senza dare adito a dubbi sulle reali intenzioni o secondi fini dei provvedimenti…
    ma gli italiani sembrano intoccabili… non siamo mica noi i delinquenti.. o sbaglio????
    “Touche pas à mon pote” recita lo slogan di un’associazione anti-razzismo…
    e tutto questo va bene anche in Italia… ma solo finchè il “pote” è bianco di razza ariana…

  2. sdrummelo said,
    on 14 Luglio, 2008 at 12:58

    ps: “repubblicana” è inteso nel senso di “repubblica”, non nel senso di “partito repubblicano” all’americana…

  3. Stefania said,
    on 15 Luglio, 2008 at 09:46

    Ho trovato in un blog iper-cattolico questa affermazione di un famoso giornalista (che tra l’altro si trova ora al seguito del papa in Australia): “Ultimamente mi sono state prese le impronte per il visto di ingresso negli Usa e il gesto non mi ha offeso”. Beh, con questa frase si è offeso da solo, impronte a parte. Questo, più o meno, è il pensiero di tutti coloro che non comprendono la gravità di questa proposta. Addirittura stiamo ascoltando frasi che offendono l’intelligenza di chi ascolta “lo facciamo per il loro bene, perché almeno diamo loro un’identità“. Roba da pazzi! E il papa dichiara: “Avvertiamo con particolare gioia i segnali di un clima nuovo, più fiducioso e più costruttivo”. Sarà stata l’euforia per l’imminente GMG, o forse un colpo di calore… O forse, peggio…

  4. Mauro said,
    on 19 Luglio, 2008 at 09:08

    E’ tutto vero quello che dite. Ma il problema resta e qualcosa bisogna fare. Non saranno le impronte digitali la soluzione, ma in qualche modo è giusto porsi il problema dell’integrazione dei rom. Molti di loro rubano, non vanno a scuola, bloccano il traffico, vivono in condizioni igieniche proibitive, sprecano un sacco di acqua potabile data gratuitamente dai comuni. Va bene scandalizzarsi per le impronte, ma per favore, qualcuno si scandalizzi anche di tutto questo.

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