21 Novembre 2009

…per “riparare” in qualche modo!

donvitaliano in personale

Don Vitaliano, sono sempre d’accordo su tutto con te, ma non capisco come mai anche tu sia finito nella rete dei gravi errori grammaticali che tutti compiono e che contribuiscono a far vivere male le donne come Sandra Alvino. Sandra era UNA trans, non UN trans (dico “era” perché ora è donna, sia fisicamente sia per lo Stato Italiano); UN trans è invece una donna che diventa uomo, cioè una persona che fa il percorso opposto a quello di Sandra. Vogliamo impararle queste cose? Vogliamo smetterla di fare del male a delle persone non sapendo nemmeno “cosa” esse siano? Vogliamo dar loro almeno una dignità lessicale?   

    Claudia

2 Responses to ' …per “riparare” in qualche modo! '

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  1. Sergio said,
    on 28 Gennaio, 2010 at 17:57

    Quando la finiremo di aprire processi legati ad una parola? Credimi, questo è l’aspetto più odioso della cultura di sinistra. Pensi davvero che una parola possa ferire così tanto una persona? E poi, una parola di questo tipo? Questo moralismo mi fa sempre più schifo!! Adesso peso dieci chili in meno…

  2. Albino Zarrella said,
    on 5 Marzo, 2010 at 17:41

    Negli anni 80 mi occupavo di tossicodipendenze. Ero vicino ai tossici, i quali mi spiegavano il loro mondo. Il mercato era a Salerno, la città era il loro punto di riferimento fisso, la loro piazza, la loro Scampìa. Salerno per i turisti era off-limits, il centro era degradato, le strade erano pressocchè deserte, sede di spaccio e di buchi a cielo aperto.
    Lo Sceriffo ha trasformato la città in quella che è adesso.
    Domenica scorso non mi hai visto a messa perché ero a Salerno. Alle 12 ho parcheggiato l’auto a piazza della Concordia. Ho passeggiato sul molo: c’erano vecchi e giovani che pescavano; famiglie, coppiette che passeggiavano; bimbi che scorazzavano con la bicicletta. Il lungomare era affollatissimo, si camminava lentamente; c’erano bancarelle dappertutto, di extracomunitari e non; rivendite di gelati, pizze, dolci … Abbiamo pranzato in una delle innumerevoli trattorie a buon mercato (zì renato, 43 euro in due per un ottimo pranzo a base di pesce), in un clima di simpatia e cordialità.
    Qualche settimana fa, al Teatro Verdi, in prima fila (al botteghino eravamo perfetti sconosciuti), abbiamo assistito al concerto della Salerno Jazz Orchestra, una orchestra stabile realizzata grazie alla collaborazione dell’amministrazione comunale (vai al sito), composta da decine e decine di musicisti jazz della provincia di Salerno, che essendo in tanti si avvicendano di volta in volta nei vari spettacoli: è stata una serata indimenticabile; tra l’altro in platea, agli ultimi posti, c’era l’Assessore alla Cultura, che è stato tirato a forza sul palco dagli orchestrali in segno di riconoscenza per la sua opera .
    Se questo è il risultato dell’opera dello Sceriffo, sogno che a capo della nostra bellissima e malandata regione arrivi lo Sceriffo. Anche a Bologna Cofferrati era chiamato Sceriffo. Ma se essere sceriffo significa far rispettare le regole della convivenza, ben venga lo sceriffo.
    Le regole sono a vantaggio di tutti, forti e deboli, ricchi e poveri, comunitari ed extracomunitari. L’assenza delle regole è solo a vantaggio dei più forti, dei prepotenti, dei delinquenti, dei corrotti e dei corruttori.
    Per questo mi dispiace leggere: “Vincenzo De Luca, il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Campania, è un personaggio di estrema destra, la sua cultura politica e la sua impostazione autoritaria rasentano il razzismo più radicale, in concorrenza solo con Borghezio e qualche altro ultrà della Lega nord”.
    Con affetto e profonda stima
    Albino Zarrella
    PS: dobbiamo tifare Caldoro, Carfagna e §?

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